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sabato 20 settembre 2014

#07 HAPPY PILLS: La storia di F.

Ho un problema con gli altri.
 Non so tenere rapporti umani decenti, e se le cose sono andate così evidentemente un po' di colpa ce l'ho.
La questione è che io apparentemente non mi sono chiusa al dolore, ne parlo, ne parlo sempre. Condivido. Lo faccio.
già.
E non comprendo che gli altri non sono come me.
 Mi dicono "brava che da questo dolore hai tirato fuori la forza"
Già.
Però alla fine faccio errori grandi come case, perdo pezzi per strada, continuo a perderli.
Voglio tanto dagli altri.
È questo il mio problema.
Voglio tanto.
E non si può, e poi non riesco più a spiegarmi. Le tante parole si chiudono in uno scrigno e non hanno più il coraggio di uscire, ed io non mi racconto più.
 Ci sono persone di cui mi innamoro.
Io sono una che si innamora terribilmente e in maniera travolgente e come un'innamorata al silenzio non so rispondere. Nel silenzio non mi trovo. Il silenzio è fraintendimenti, buio, incompleta salvezza. E io sono una che vuole salvarsi.
Mi voglio salvare dal silenzio e voglio continuare ad amare.
Perché alla fine, e mi dispiace per tanta retorica, se non si combatte per l'amore, per che altro val la pena respirare?
Rimarrò sola, lo so.
Accanto a me è difficile rimanere.

Com'era quel film?



Io ballo da sola.





Questa è la storia di F. che mi racconta come ha imparato a respirare e ad amare dopo anni di apnea.
F. mi aveva raccontato di come si stava nella sua bolla, in quella sfera con poca aria, in attesa di romperla. Ad un certo punto le nostre strade si sono incrociate e abbiamo fatto un pezzo di cammino insieme.
Poi la sua bolla si è rotta e lei ha ricominciato a respirare. Io la osservo per un po' e poi la lascio andare, come ho lasciato andare finora tutte le bolle che si sono dissolte davanti ai miei occhi, e a tutte quelle che verranno.



Buona bella vita F.




"Lei ora dorme vicino a me, mi ruba la mia parte di letto e io mi acciambello intorno a lei, attenta a non toccarla ma annusando forte tutto il suo calore e cercando di indovinare i suoi sogni.

E in momenti come questo ancora quasi non me ne capacito.

Le guardo questa pelle di bambola, le conto le pieghette di lardo, perfette, ascolto il suo respiro e ancora oggi trattengo il mio, fino a che non sono convinta che sta bene.

E questi 7 kg e passa di amore che si rotolano e sbuffano come un animaletto caldo sono miei, li ho fatti io.

E ancora non mi pare vero.

Bianca è arrivata. In una notte d’aprile. 15 giorni prima del previsto. 10 giorni prima del cesareo programmato. Lei che dalla ventesima settimana ci aveva fatto capire che non è affatto una ragazza paziente.

PLOP … SPLASH! Questo è quello che ho sentito nel dormiveglia. Una di notte: rotte le acque all’improvviso, un fiume che si sparge per tutta casa, in auto, all’accettazione del pronto soccorso, in reparto … è il sentiero di mollichine di Hansel e Gretel: mi riporta a casa, mi riporta da mia figlia.

In un’ora mi partono le contrazioni ogni due minuti, mi dilato di dieci centimetri, mi fanno letteralmente correre in sala operatoria: ci arrivo che Bianca ha già un piede fuori … eh sì, perché la signorina non ci risparmia niente, neanche la posizione podalica. Poteva essere un parto naturale da manuale e invece è un cesareo con un’anestesia frettolosa che fa poco effetto e mi fa urlare come un vitello al macello.

Ma lei è arrivata ed ora tutto è solo gioia, calore, scoperta, rinascita, nasi, abbracci, tetta, nanna, pianto, tetta, pipì, tetta, bagnetti, vestitini che sanno di bambino e tanta tanta tetta.

 

E tutto il prima? Tutta la ricerca, tutto il dolore, tutti i fallimenti e tutti i passi avanti? C’è tutto, c’è ancora, ma è in un cassetto ora, quello basso che sai che c’è ma lo usi per i ricordi che hai accumulato nel tempo e ogni tanto, con trepidazione e sospetto, vai ad aprire.

Oggi lo apro, mentre la mia nanetta russa al mio fianco e non so per quanto tempo me lo lascerà guardare, perché tra un po’ si sveglierà e allora sarà tutto coccole, pannolini e tetta, tanta tetta.

Siamo fermi al ricordo del primo aborto e del secondo e dell’attesa della FIVET.

E allora siamo a settembre 2012. Per noi insegnanti tutto ricomincia a settembre, e dunque quale momento migliore per iniziare a procreare? SBAGLIATO.

Inizia la scuola e inizia la stimolazione: per fortuna va via liscia, produco ovuli che è una bellezza e sono tutti ciccioni, mi sembra che grondino fertilità ad ogni ecografia.

Arriviamo al prelievo: sono 15, tanti, forti. Tornando a casa dalla clinica io e marito giochiamo alla tombola di quanti se ne feconderanno. Mi immagino con l’imbarazzo della scelta. E immagino male.

Il giorno dopo faccio LA telefonata al centro, armata solo di carta e penna per segnare il giorno del transfer. E mi arriva addosso un TIR a 200 all’ora.

« Signora, non ce ne capacitiamo nemmeno noi, ma sa, abbiamo dovuto fare un’ ICSI perché lo sperma di suo marito era poco mobile, ma nonostante questo … se ne è fecondato UNO SOLO! »

Su 12 buoni?! Uno solo?! E io che volevo arrivare a blastocisti! Fare le riserve in congelatore per i tempi di carestia! Io degradata da formica a cicala nello spazio di una telefonata. Io convocata per il transfer in seconda giornata “sennò rischiamo di perdere anche questo”.

Io sono disperata, io sono incazzata, io sono determinata.

Vado a casa e lo dico a marito, e lo vedo che mi si frantuma davanti questo mio amore, che si sente un delinquente e un inetto e allora io afferro lui, i 2 grammi di coraggio che mi restano e i 2 kg di opuscoli del centro di fertilità e in 20 minuti lo trovo: il NOSTRO esame, la NOSTRA diagnosi.

Ci ammicca dalla carta patinata e dalle foto di ovuli siringati e nessuno ce l’aveva detto prima che c’era questa possibilità. Se solo un ovulo su 12 si è fecondato vuol dire che c’è qualcosa che non va nello sperma. Ma se gli spermiogrammi vanno bene, vuol dire che è qualcosa che questi non vedono. C’è questo test, costoso ovvio, ricerca la deframmentazione del DNA spermatico. Una cosa che può provocare aborti, mole vescicolari, gravidanze chimiche, etc.

Chiediamo di fare il test. Ce lo fanno, ma la centro sono scettici, “sarà stato un caso – dicono – la prima FIVET  spesso va male …”.

E invece abbiamo ragione noi.

E io non sono più disperata, ma sono molto ma molto incazzata. La risposta era lì, in quel test che il mio centro è uno dei pochi a fare, gli indizi c’erano tutti. E nessuno me ne aveva parlato. Lacrime e soldi spesi, e medici e primari, perché alla fine alla soluzione ci arrivassi io leggendo un opuscolo?!

E oltre al danno la beffa: come si cura il problema di mio marito? Con un semplice integratore!

Il primo tentativo di PMA, nel frattempo, ovviamente è fallito, il mio unico piccolo eroe non ha neanche attecchito.

Insomma, facciamo anche questa cura, e intanto il tempo passa. Arriva l’inverno, con i suoi grigiori nel cielo e nel cuore. Il lavoro è pesante, l’amore al lumicino, più che un rifugio è un cappio, e a tutto si aggiunge l’impegno per il mega concorso a cattedre, la mia ultima spiaggia per un posto fisso. Mi preparo alla prima prova con fatica e controvoglia, mentre continuo a torturare marito con i tentativi mirati.

Le vacanze di Natale ci danno un po’ di tregua, dopo anni di feste separate io e marito ci apprestiamo pure a festeggiare un capodanno insieme.

Il 31 dicembre il ciclo non arriva … dai , va’, chiudiamo l’anno col solito test di gravidanza sprecato.

Cazzo, sono incinta.

E’ come una bottiglia di vodka bevuta a collo, chi se l’aspettava, io e lui inebetiti, a cercarci con occhi timorosi tra il delirio dei festeggiamenti di fine anno, a rassicurarci che sto bene, che si può fare.

Ma il dolore arriva presto, prestissimo, grande, grandissimo.

Per fortuna è l’ultimo, ma in quel momento chi lo sapeva?, non ci arrivi mai preparato, neanchequando già lo conosci. Perdite, dolori, il gine mi dà già per spacciata e mi vuole fare il raschiamento in tutta fretta.

Io le provo tutte, chiamo chiunque, approdo a quello che oggi è il mio superginecologo e lui una camera gestazionale la vede, un cuore lo vede, UN CUORE, IL MIO PRIMO CUORE!!!

Però vede anche un distacco, e allora è gioia ma anche immobilità, ferma a letto a trattenere il fiato per 15 giorni, ad avere paura a sperare ma a non riuscire a non farlo. Quindici giorni dopo il distacco non c’è più, ma non c’è più neanche il mio cuore. Si è fermato tutto, ancora.

Io ancora sprofondo, in recessi che pensavo di non poter raggiungere, e poi ancora mi rimbocco le maniche per risalire. La vita corre veloce intorno a me, io carburo metà a rabbia e metà a inerzia.

Il referto della biopsia dice che era femmina. E sana. Il dolore, lo stupore e la costernazione si sciolgono in unico lungo pianto sulle scale del reparto di ginecologia, su quella me ripiegata su un foglio di carta.

E poi si va avanti. E arriva l’estate. E vinco il concorso. E arrivano le vacanze. E ripartiamo con la PMA.

Stavolta si va giù duro, vai di IMSI, perché i semini belli belli del marito ci sono, ma come le perle vanno cercati con cura in mezzo alla sabbia. 12 ovociti prelevati, TUTTI fecondati, 4 blastocisti, 1 tesoro dentro di me. Tombola.

E’ il 2 agosto a Bologna quando facciamo il transfer, data simbolica, quel giorno non ci avevo fatto caso, ero solo intontita dal sole abbagliante che ci ha accompagnato per tutto il viaggio, che, insieme a un disco dei Mogway, mi faceva vedere tutti i contorni delle cose nitidissimi, e irreali.

Da quel giorno è iniziato il mio nuovo viaggio, la mia nuova vita. E reale.

La cosa che più ha contraddistinto la mia gravidanza è stato il senso di accettazione che mi ha invaso sin dall’inizio. Calma, olimpica accettazione. Come della gioia, così del dolore, o meglio delle preoccupazioni. Perché è stata una grande altalena di gioie e preoccupazioni, ma l’accettazione ha sempre riportato l’equilibrio.

Il test positivo, le beta che crescono belle e sode, quella cameretta così tonda con quel puntino così pulsante: gioia pura, pura incredulità, pace.

Le perdite, le corse al pronto soccorso, la paura del bi-test, la paura della morfologica: ansia pura, che poi si tramutava sempre in un sospiro di sollievo, per fortuna.

Il mio “nemico” questa volta è stato il collo dell’utero: ha iniziato ad accorciarsi inesorabilmente dalla ventesima settimana e le contrazioni che ogni tanto partivano ci mettevano il carico da 90.

E allora la mia vita ha iniziato a dondolare tra il letto e il divano, passando per i punturoni dilentogest.

Intorno a me i miei familiari impazzivano di ansia e terrore ad ogni nuova misurazione del collo dell’utero, il mio gine schierava tutto il suo impegno e la sua competenza prescrivendomi l’intero scibile umano, e io? Io me  ne stavo lì, ode al fatalismo, e il mio unico rammarico era di non poter andare in giro a sfoggiare finalmente la mia pancia.

All’inizio ho avuto paura anch’io, ci mancherebbe. Ma poi, quando la pancia ha iniziato a crescere e io ho iniziato a sentire Bianca, prima sfarfallare, poi fluttuare e infine scalciare come una matta, la paura ha lasciato il posto all’accettazione e a una fiducia che si allargava come il sole che filtra tra le finestre al salire del giorno.

Parlavo a Bianca, la coccolavo, le cantavo le mie canzoni e le leggevo le mie storie, le descrivevo le mie giornate, le raccomandavo di non aver fretta, che avrebbe avuto tutta una vita per godere della sua vita; aveva fatto tanta fatica per arrivare fin lì, che glielo faceva fare di anticipare i tempi col rischio di star male? Era così bella e tonda nelle ecografie, non voleva mica farmi qualche scherzo e fare il suo ingresso nel mondo come un piccolo ragnetto indifeso?

Per fortuna mi ha ascoltato, la sua fretta non l’ha del tutto placata, ma è arrivata tra noi bella e perfetta.

Dall’8 aprile ho una nuova vita, sconvolgente e naturalissima al tempo stesso. Ho la sensazione che la maternità mi calzi come un guanto, l’olimpica accettazione per fortuna non mi ha ancora abbandonata.

Certo, ci sono le giornate buone e quelle storte, ma sono di più quelle buone, c’è stato un momento di pura paura, un esame male interpretato, il sospetto di una brutta patologia cardiaca, un ricovero, e poi tutto si risolve con un medico BRAVO che finalmente dà le risposte giuste e le giuste interpretazioni.

Ma soprattutto c’è tutti i giorni una sorpresa, Bianca che cresce e fa le sue prime conquiste, ci regala a piene mani sorrisi e incazzature, occhietti furbi e occhietti assonnati, manine che giocano, tentativi di gattonamento, capriole, urletti e lallazioni, e tutto da mordere e da ciucciare, e tutto da guardare e da scoprire e tutto insieme, tutto sempre, tutto buttato con allegro disordine in questo grande cesto che si chiama famiglia.

Io sono innamorata della mia famiglia. Sono innamorata di mio marito che è innamorato di mia figlia e sono innamorata di mia figlia che è innamorata del suo papà.

E, come già ho sentito dire da altre, ora so che dovevo passare tutto questo per arrivare sino a qui. So che non avrei vissuto così questi momenti se non ci fossero stati tutti quelli passati. Me li sarei risparmiata volentieri, certo, ma ora li ho accettati. Sono lì, forse più sfumati, ma non li dimentico.

La mia nanetta si sta svegliando, è qui che soffia e mugola e mi ricorda che fra un po’ aprirà gli occhi, mi farà uno di quei suoi sorrisi sempre nuovi e sempre stupiti e poi inizierà subito a reclamare la sua tetta. E allora vado, io e Bianca andiamo, a tutta tetta!"

 

 







sabato 31 maggio 2014

#06 HAPPY PILLS: di voi che siete stati vita


A questa Happy Pill tengo particolarmente, perchè ha toccato alcune mie corde che tenevo ferme e non facevo vibrare.

E' una bella storia, ma Fabiana, una donna poliabortiva con due bimbi in terra e tre in cielo, ha fatto una cosa che io non ho mai fatto veramente. Ha dato dei nomi ai suoi bimbi in cielo. Questo fatto mi ha colpito. 
Ho ripensato ai miei bambini-cometa, al loro vibrare nel mio cuore. 
Anche io ho sempre pensato a loro specificatamente come ad un maschio o ad una femmina, e anche io ho dato loro dei nomignoli. Ho fatto dei gesti per loro, ho piantato degli alberi, li ho associati a dei fiori. 
Nel mio giardino vivono ora un giglio bianco (che fiorisce i primi di giugno, quando è andato via il mio primo bambino), un mirto, acquistato dalla mia mamma per il mio secondo, un salice, di lui ho parlato tanto, che ora campeggia al centro del giardino, con su ancora il cuore di plastica legato lì per il mio terzo, e un angolo del gazebo di rose rosa pallido, che ogni maggio fiorisce e sfiorisce a ricordarmi la mia bimba che alloggiava nella mia tuba sinistra.
Per l'ultimo mio bambino, non ho nomi, non ho alberi nè fiori. Ho un angelo acceso notte e giorno, una luce che non si spegne mai. 
Ma non ho avuto il coraggio di fare altro. 
Il fatto che siano rimasti con me poco tempo, mi ha fatto sentire sempre "illegittimata" a dare loro un nome. 
Forse perchè nel farlo, ho pensato che avrei dato loro un'identità, una fisicità, che, nel momento in cui è venuta a mancare, poteva farmi soffrire di più. Ancora di più. 
E allora mi sono "difesa", occupandomi solo del dolore della loro partenza dal mio cuore, pur soffrendo atrocemente per la mia pancia improvvisamente spenta, dopo.
Ho chiesto a Fabiana, "come hai fatto a dare i nomi a degli embrioni?" e la sua risposta è stata semplice, istintiva, spontanea, come solo una mamma riesce a fare.
Io ve la riporto, perchè una storia bella, al di là di quello che si crede, di come si crede e in cosa, va raccontata. Perchè questo contenitore mi serve non per raccontare una favola a lieto fine, quello non è il mio mestiere, ma per contenere il fatto che la felicità arriva per tante strade e va rincorsa, così come la consapevolezza che va raggiunta anche se a volte non si raggiunge l'obiettivo... Questa happy pill è bella perché l'ha resa bella una mamma, dando identità ai propri figli, che è quello che tante donne cercano di fare, perdendo in gravidanza il proprio figlio.
Anche questo è un modo per essere madre, ed io lo accolgo e lo faccio mio. 
Un altro pezzetto di voi, bimbi miei, a costruire la mia strada.


Non è affatto una domanda strana, ci sta chiedersi come si può dare un nome a piccoli embrioncini...
sai, molto dipende da cosa è un nome per te...per me un nome ha un significato importantissimo, perchè c'è poco da fare, noi uomini diamo nomi a tutto e con questo sanciamo l'esistenza di tutto...una casa, un fiore che poi è rosa o papavero, il mare, il cielo...
per cui dare un nome ai miei piccoli era per me un modo per farli esistere, soprattutto agli occhi degli altri: era un modo per sancire la loro importanza all'interno del mio cuore...

io ho dato nomi di persona; c'è chi dà dei nomignoli, chi non nomina (tra le farfalle ho 51 mm)...è molto personale...
Ho scelto nomi maschili perchè ho sempre saputo il sesso dei miei figli già dalle prime avvisaglie di gravidanza, ancora prima di fare il test, una sensazione che non ha mai sbagliato...

Allora cominciamo...premetto che ho "battezzato" i miei figli circa 1 anno dopo la loro perdita: prima erano semplicemente Bocciolino 1 e Bocciolino 2 (dall'idea della mia tatuatrice di simboleggiarli come boccioli)...altra cosa: sono credente, e questo c'entra parecchio...


Francesco: è stato il primo figlio in cielo, volato via a 8 settimane: povero lui, l'ho liquidato come una cosa che rientrava nella normalità, si sa le prime settimane sono le più difficili (anche se non mi spiegavo cos'era quel nodo che sentivo alla gola)...non sapevo che in realtà aveva aperto la via ad un'emozione sconosciuta e ad una futura consapevolezza, ad un cambiamento che per sempre avrebbe stravolto la mia vita...così mi è venuto in mente di chiamarlo come Papa Bergoglio, che ha scelto il nome Francesco perchè nessuno l'aveva mai fatto (è stato il primo), perchè non era tra i favoriti eppure è salito al soglio di Pietro e perchè sta rinnovando la Chiesa cattolica in maniera radicale...ci vedevo delle affinità, mi è entrato nella mente e non ne è più uscito...

Isaia: lui è stato il secondo angioletto, volato via a 9 settimane...dopo di lui sono crollata nel dolore e nella paura, nella certezza che qualcosa in me non funzionava, che il caso non poteva più essere chiamato in causa...3 mesi dopo esatti dopo suo fratello, due aborti in due cicli consecutivi...così sono cominciate le analisi e la conclusione che poteva trattarsi di insufficienza luteinica; e ovviamente continuavamo a provare ad avere un altro figlio...il 27 novembre 2011, l'ultima domenica del mese, mi sono venute le mestruazioni...il giorno dopo sono andata a Piacenza molto presto per fare delle commissioni alla ASL e, con mia sorpresa, ho fatto in frettissima...avendo pagato il parcheggio per 2 ore (non ero molto ottimista), ho deciso di fare un giretto in centro, giusto per fare due passi perchè era ancora tutto chiuso...sono arrivata fino al duomo e ho deciso di entrare a pregare...ho chiesto a Dio di concedermi un altro figlio, che sarebbe stato bello avere il regalo per il Natale ormai vicino, ma stavolta doveva vivere, sennò sarebbe stata la fine...alla fine della mia supplica volevo recitare il Padre Nostro, ma ogni volta che lo inziavo poi mi veniva in mente l'Ave Maria e non c'era verso di proseguire...così l'ho preso come un segno, ho offerto un cero alla Madonna chiedendole di intercedere per me, ho recitato l'Ave Maria e mi sono accinta ad uscire...mentre andavo verso la porta, ho dato un'occhiata la messale del giorno: 
la prima lettura era del profeta Isaia 11, 1-10 che recita così. 
"1 Un germoglio spunterà dal tronco di Iesse, un virgulto germoglierà dalle sue radici. 
2 Su di lui si poserà lo spirito del Signore, spirito di sapienza e di intelligenza, spirito di consiglio e di fortezza, spirito di conoscenza e di timore del Signore. 
3 Si compiacerà del timore del Signore. Non giudicherà secondo le apparenze e non prenderà decisioni per sentito dire; 
4 ma giudicherà con giustizia i miseri e prenderà decisioni eque per gli oppressi del paese. La sua parola sarà una verga che percuoterà il violento; con il soffio delle sue labbra ucciderà l'empio. 
5 Fascia dei suoi lombi sarà la giustizia, cintura dei suoi fianchi la fedeltà. 
6 Il lupo dimorerà insieme con l'agnello, la pantera si sdraierà accanto al capretto; il vitello e il leoncello pascoleranno insieme e un fanciullo li guiderà. 
7 La vacca e l'orsa pascoleranno insieme; si sdraieranno insieme i loro piccoli. Il leone si ciberà di paglia, come il bue. 
8 Il lattante si trastullerà sulla buca dell'aspide; il bambino metterà la mano nel covo di serpenti velenosi. 
9 Non agiranno più iniquamente né saccheggeranno in tutto il mio santo monte, perché la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare. 
10 In quel giorno la radice di Iesse si leverà a vessillo per i popoli, le genti la cercheranno con ansia, la sua dimora sarà gloriosa." 
Queste parole mi hanno colpita, poi quando sono uscita dal duomo improvvisamente mi è ritornato in mente il Padre Nostro prima dimenticato...non so perchè, ma fotocopiai questi versi dalla Bibbia e me li misi nel portafoglio...a Natale ero già in lotta per riuscire a portare avanti la gravidanza di Lucrezia...

Solas: la mia piccola terzo-genita celeste, non cercata, non voluta, volata via a sole 4 settimane, un puntino nell'universo, è proprio il caso di dirlo...ovviamente avrei dato un nome anche a lei, ma non mi sembrava il caso di darle un nome troppo personale...pensavo a nomignoli come Bolla di Sapone, Luce, Piccola Luce, Lucina, Lucciola,  però nessuno mi ispirava particolarmente...poi un giorno, mentre ascoltavo un CD dei Solas (folk irlandese), mi è venuto un flash... cercando sul mio dizionario di gaelico ho trovato che Solas voleva dire Luce e così voilà: il nome era fatto!!! parlo al femminile più che altro perchè Luce è un sostantivo femminile, ma chi lo sa, magari era femmina davvero...




grazie a Fabiana per avermi permesso di pubblicare la sua storia, aspetto altre belle storie per il mio cuore e il vostro.

 

Tutti i giochi per te.
"se non fosse per la speranza, il cuore si spezzerebbe"
Thomas Fuller






sabato 11 gennaio 2014

05 HAPPY PILLS: la capacità di saper vedere

...e apriamo l'anno così.
Perchè la bambina di F., che è la mia amica che ha ispirato le happy pills, sta per nascere e perchè lei è sempre stata qui, con il suo silenzio e il suo amore di chi sa.
Ha condiviso nonostante la paura e perchè mi ha promesso che sarò la prima a ricevere una foto della sua  bambina appena nata e perchè, le ho chiesto di chiederle, appena la vedrà, come stanno i miei bambini.

Questa bella pillola di felicità che vi posto oggi,  mi è stata trasmessa invece da una ragazza rammaricata di non aver potuto mandarmi la sua personale happy pill perchè anche la sua storia non ha un lieto fine (per ora). E così prende a prestito quella di un'altra donna.
Io credo che la capacità di riconoscersi è di pochi. Esiste perchè ci si immedesima nell'altro ma per riuscirci si deve avere la voglia di farlo. Non è solo questione di esperienza. Io ho ricevuto più amore da chi non sapeva come avvicinarsi ad una Anna dolorante e scostante e con il cuore in mano mi faceva capire che c'era, che da chi aveva la supponenza di sapere e per questo pretendeva da me un comportamento consono.
E' come se a me, e molti di voi, avessero regalato un paio di occhiali che ti fa vedere i fatti in maniera diversa rispetto a quando eri miope. Ed io preferisco avere questo punto di vista e sapere che sono malata perchè i miei occhi senza non vedono bene, piuttosto che pensare di essere sana e poi essere cieca dentro.

Ringrazio ancora una volta chi mi scrive e chi mi manda regali preziosi (citerò una per tutte: mammachemozione!  che con il suo regalo e il suo amore ci ha fatto piangere di gioia...), io non sono capace di fare questi gesti e mi meraviglio ogni volta che qualcuno li fa a me. Mi sento in debito e a volte l'affetto che ricevo lo sento immeritato.
Ho spesso ricevuto molte critiche, soprattutto per questo blog, e ho dato molto più spazio a questo che al resto. Forse perchè quando stai male, sentirti criticare pesa di più. Ora sto bene e dunque so che continuerò a ricevere critiche e so di non poter piacere a tutti per forza, un tempo questo mi pesava, perchè pesava sulla mia insicurezza. Oggi non mi pesa più, perchè sono più sicura di me stessa e questo, ve lo assicuro, è un grande regalo che ho fatto a me stessa alla soglia dei quarant'anni.
Parlerò spesso di questo numero, lo so. Esorcizzo cosa mi fa paura. I quaranta li sento amici perchè mi sento donna, e amo visceralmente essere donna e i quaranta ti fanno sentire piena, completa, riuscita, realizzata. A pensarmi così non invidio per niente i miei venti o i miei trenta. Ricordo perfettamente il passaggio per questi traguardi e amo tutto quello che poi è accaduto di me stessa dopo.
I quaranta non sono miei amici se penso che mio figlio non è con me.
Se penso che davvero è tanto tardi per trasmettere un pezzo di me stessa.
Se lascio che quel senso di angoscia la faccia da padrona.
Se penso che se fosse nato il mio primo figlio, a fine mese avrebbe compiuto tre anni e la mia vita sarebbe stata per forza diversa.

Ma sto divagando troppo.
Lascio questo racconto qui, lo appoggio delicamente e gli faccio posto, là, dove sono state accese tutte le altre lucine.


E’ tanto che volevo scriverti anche perché mi dispiaceva non aver avuto nessuna Happy Pills da mandarti. A suo tempo, mi hanno fatto piangere e sperare… Ora ce l’ho e sperando di farti piacere te la scrivo perché mentre me la raccontavano io non ho fatto che pensare a te, nonostante tu non abbia un volto per me.

Qualche settimana fa ho avuto una reunion di vecchissimi amici..non vedevo qualcuno di loro da circa 20 anni. Abitiamo tutti in città diverse, siamo figli di persone che sono nate nello stesso piccolissimo paesino e che per anni sono tornate in vacanza in quel posto trascinandosi dietro i loro figli. Perciò sono i miei amici di infanzia che attraverso facebook hanno deciso di rivedersi.
Io ero felice e naturalmente spaventata, ho sempre avuto notizie dai miei o dai miei parenti di tutte le vicende ma non ci eravamo più incontrati e io sapevo bene che avrei trovato tanti genitori con TANTI bambini…e noi (io e il mio compagno) eravamo soli.
Così è stato, e come quasi sempre succede chi non ha figli si ritrova a giocare con i figli degli altri. Io e il mio compagno eravamo attratti dai bambini e i bambini da noi. Tanto da scatenare le domande da parte di tutti sul perché non avessimo figli.
Poi ho visto LEI, questo angioletto di 4 anni che mi guardava da infondo al tavolo con occhi intensi e CONSAPEVOLI. Ho sentito un brivido, lei mi aveva riconosciuta, sapeva che io ero una madre mancata. Le ho sorriso, lei si è illuminata e mi è venuta a sedere in braccio, senza dirmi niente. Abbiamo colorato, giocato, ho provato uno scambio profondo…è stata una sensazione stranissima.
Sono abituata a stare con i bambini piccoli anche se non li ho mai avuti, ho fatto l’educatrice in un nido per un po’ e ho una nipotina e poi…quando ti piacciono i bambini, generalmente capita che tu piaci a loro.
Ma questa era veramente una sensazione diversa. Lei sapeva qualcosa, inconsapevolmente, ma sapeva. Siamo state a lungo insieme, sua mamma e io siamo praticamente cresciute insieme fino a 18 anni..poi ci siamo solo riviste di sfuggita ogni tanto. Verso la fine del pomeriggio sono rimasta per un po’ sola con mamma e figlia. Io le guardavo ammirata e la mia amica, in maniera molto delicata mi ha chiesto come mai non avessi figli. Le ho detto dell’attesa, dei progetti fatti, delle speranze, della scoperta dell’endometriosi, dell’operazione, della di nuovo speranza che succedesse qualcosa, dei miei ovuli considerati vecchi, della menopausa precoce, della due FIVET andate male, della paura di affrontare un’ovodonazione.
Così come se stessi parlando ad una delle mie migliori amiche…e con quell’angioletto che giocava vicino a noi, che ogni tanto mi guardava. Con me che mi adoperavo perché non sentisse i miei racconti. La mia amica mi ha ascoltata. Poi mi ha detto: “Ne ho persi 5 prima di avere lei”. Così, a bruciapelo, anche lei, sono convinta, sicura che potesse aprirsi con me. Io non lo sapevo.
La piccolina si è avvicinata e io ho fatto per cambiare discorso, ma la mia amica è andata avanti. La sua bambina sapeva dei fratellini e sorelline che non c’erano più, di un altro fratellino o sorellina che non era rimasto neanche dopo la sua nascita e nonostante le cure per le difese immunitarie che la mia amica aveva continuato a fare negli anni.
Lei teneva la mano alla sua mamma e con l’altra giocava con le mie dita..e mi guardava con quegli occhioni profondi.
Poi ascoltai la sua storia.

Il primo bambino perso a 23 anni, pensi che sia “normale”. Capita a molte e anche se fa male sai che presto conoscerai la gioia di essere madre. E poi in 10 anni altri quattro. Nessun problema riscontrato a livello clinico. Mi ha raccontato del dolore, fisico e psicologico, dei sensi di colpa, di un desiderio più grande della paura e della morte. Poi un giorno un ginecologo nuovo le disse che aveva le difese immunitarie basse e gli diede una cura. Restò incinta di nuovo e questa volta LEI rimase. Il medico le disse che non potevano sapere se fosse stata la cura (ne perse un altro dopo anche sotto cura). Mi disse di non arrendermi mai. E per la prima volta sentire quelle parole non mi ha fatto arrabbiare. Perché di solito mi arrabbio, perché non è una questione di volontà o di arresa....
Mi disse che anche a lei avevano detto che probabilmente sarebbe andata in menopausa molto presto perché le sue ovaie erano stanche e non producevano ovociti di buona qualità. Le dissero di smettere di accanirsi, che le avrebbe portato solo dolore e pericolo. Mi disse, per la mia situazione, che l’ovodonazione è la donazione di un organo, che un rene lo prenderei, o una cornea, per tornare a vedere…perché non dovrei prendere una cellula per dare vita a un sogno così bello?

Mentre lei mi raccontava e quel piccolo fagiolino mi guardava io non ho fatto che pensare a te, ai tuoi angioletti e a quelli che rimarranno. Non può che essere così.
So, l’ho visto negli occhi della mia amica, che la nascita di un figlio non cancellerà gli altri. Ma quelli che arriveranno saranno speciali e amati come pochi.


martedì 24 settembre 2013

#04 HAPPY PILLS : la storia di A. e il bisogno di non arrendersi



Questa sera vi racconto una storia, la storia di A. che qualche giorno fa mi ha mandato una mail e timidamente si è presentata.
Anche la sua storia è una pillola di felicità, una delle più commoventi.
Potrebbe essere inserita tra le Bolle di questo sito, ma la mia visione della vita è cambiata. Non cerco più storie simili alla mia per condividere il dolore ma gocce di luce, e A. ha tanta luce e tanta forza dentro e per questo merita uno spazio speciale.
Convinta che prima o poi ci sarà un lieto fine anche per lei, anche per me, non posso che rimanere ammirata da tanta caparbietà.

Questi sono giorni in cui il passato mi insegue.
Ci sono persone e situazioni che tornano a galla, nonostante abbia fatto di tutto per tenere tutto a posto.
Sono giorni di somme tirate, di conti da fare.
Sono giorni in cui non penso molto, vado avanti gustandomi le forze fisiche che stanno tornando con il fresco dell'autunno.
Sono giorni in cui ricordo quello che accadeva un anno fa esatto: l'inizio della pma. Ho un ricordo bellissimo di quel momento, nonostante la paura. Ho un ricordo bellissimo fino alle seconde beta, nonostante il difficile pick up, ma il dolcissimo transfer. Ho un ricordo di gioia, di speranza, di futuro.
Poi il futuro me lo hanno tolto, con una sentenza ancora da provare.
Mi sento lontana da qualsiasi gravidanza, la ricordo una per una e il ricordo, anche qui, sa di miele, non sa di dolore. Perchè quando sono in attesa sto bene, sempre, e perchè non sono in attesa in realtà, lo sono prima, ma quando uno dei miei figli cresce dentro di me, tutto va al posto giusto, tutto torna, ogni pezzetto come in un puzzle.
E' questo quello che vale più di ogni altra cosa, ciò che mi fa andare avanti. E coltivare quelle sensazioni è la chiave.

Grazie per le storie che mi state inviando, continuate a farlo se vi va, e grazie A. per il tuo grande esempio di donna che porta avanti, oggi, in questa società che è il contrario di tutto, una scelta e un ideale, quello di diventare madre.



"Cara Anna,
mi presento...mi chiamo A. ed ho 31 anni.
Ti scrivo perchè vorrei raccontarti la mia storia....una storia dolorosa ma ricca di significati!
Sono sempre stata una ragazza molto solare,determinata e fortemente sognatrice...
Ho sempre creduto che qualsiasi cosa avessi desiderato con impegno e volontà avrei potuto realizzarla...
A venti anni entro nella facoltà che desideravo.....inizia la mia avventura universitaria...sarò un medico dentista...
Il mio sogno si è avverato...amo studiare quelle materie...amo immaginarmi nel mio studio a curare i miei pazienti...
Poi qualche anno dopo arriva anche l'amore della mia vita...un ragazzo meraviglioso,dolce,sensibile...
Tutto era perfetto...la mia vita era perfetta...non mi mancava niente...amici,famiglia,amore....il futuro che avevo sempre sognato si stava realizzando...
Ad un certo punto,poi,al terzo anno di università inizio ad avere strani sintomi...tachicardia,affanno,stanchezza cronica....
Per i medici,tanti medici,ero semplicemente ansiosa e troppo stressata...per loro dovevo solo rilassarmi un pò...
I mesi passano ma io continuo sempre a peggiorare...si aggiungono altri strani sintomi...ad inizio 2008,dopo mesi passati a stare male,arriva la diagnosi....
Ho un tumore al timo...un timoma che produce ormoni...
Nessuno vuole operarmi...l'intervento è troppo rischioso....rischierei di morire durante l'operazione...
Poi dopo vari consulti trovo un chirurgo toracico che si prende la responsabilità di operarmi....
Mi opera il 15 maggio del 2008...
Io firmo il consenso all'anestesia sapendo che c'era la possibilità che non mi risvegliassi mai più...
Fu atroce salutare la mia mamma,il mio papà e G.  fuori la sala operatoria....
Ore infinite di intervento...ogni tanto usciva l'anestesista a dire ai miei parenti: "per adesso A. è ancora viva"...
Superai l'intervento...ma i problemi erano appena iniziati...
Purtroppo una brutta infezione allo sterno (mediastenite) e mille altre complicazioni gravi (tromboembolie polmonari,insufficienza renale ed epatica,setticemie e shock settici,....) mi hanno fatta restare in ospedale per tantissimi mesi....
Ho vissuto l'inferno...sia da un punto di vista fisico che emotivo...
Io non ho mai mollato...ho lottato con le unghie e con i denti...e alla fine ho vinto...
G.  l'ultima volta che uscii dalla terapia intensiva mi disse che poichè aveva avuto troppa paura di perdermi lui voleva vivermi anche un solo giorno da marito e moglie....
Il mio cuore si sciolse dalla gioia....
Per i medici io sono un miracolo...
Inspiegabilmente ho superato setticemie,shock gravissimi....piangono di felicità quando ricomincio a camminare e a mangiare....
Nonostante tutto il dolore,la dura prova che avevo superato per me la vita ora poteva ricominciare....
Organizzai il matrimonio con la paura nel cuore che qualche nuovo problema mi impedisse di vivere il giorno che avevo sempre sognato....
Il giorno del nostro matrimonio però arrivò...
Fu bellissimo....tante lacrime di gioia....tanta speranza ...tantissimo amore...
Io non ero più sola...iniziava la nostra vita insieme...
Da subito iniziamo a sognare un bimbo....
Ma noi sappiamo che dobbiamo aspettare almeno maggio del 2012 per poterci provare...devo smaltire i farmaci citotossici che ho assunto...
Così ci mettiamo il cuore in pace....
Vedo le altre donne incinte e sogno di avere anche io presto un bel pancione...
In quei mesi sono tranquilla....
Decido anche di riprendermi il sogno della laurea...sentivo che era giusto realizzare quel sogno che tanto desideravo...e così torno all'università...
Mille sacrifici,tante lacrime,tante ingiustizie ed umiliazioni ma alla fine con la mia determinazione arrivo a laurearmi....è ottobre del 2012...
Adesso è ora di diventare mamma....adesso posso...
Ma in realtà non è così....perchè a causa del mio ovaio policistico e degli anticorpi antispermatozoo posizionati sugli spermini di G.  (sterilità immunologica) ci dicono proprio prima della mia laurea che la nostra unica possibilità per avere un figlio è ricorrere alla ICSI...
Un'altra dura prova mi aspetta....lacrime infinite....tanta rabbia....
Ma purtroppo,avendo letto tutto il tuo blog, so bene che tu puoi capire tutte le emozioni che si provano dovendo iniziare un percorso di pma.........
A maggio di quest'anno inizia la mia avvventura con la pma...
Il primo tentativo me lo interrompono per scarsa risposta...avevo prodotto un solo follicolo...ma loro mi avevano dato una dose bassissima di gonal f...
Il mese dopo inizio la nuova stimolazione...produco tanti bei follicoli...il pick-up per me è dolorosissimo....sono in iperstimolo....mi ricoverano...niente transfer a fresco....a fine luglio congelo due blastocisti...
La dottoressa mi dice che appena sarà possibile mi trasferirà le mie piccole blastine...
Ma come nelle più belle favole il 23 agosto scorso scopro di essere incinta...
Io e il mio amore tocchiamo il cielo con un dito....finalmente capiamo come è la vera felicità...il nostro sogno più bello si è avverato...
Trascorriamo giorni magici....ci sentiamo mamma e papà...il nostro miracolo è tutto ciò che desideriamo...
Ma poi inizia il calvario delle beta...all'inizio il raddoppio ogni 24 ore c'e'...poi la crescita rallenta...
Ci viene detto di iniziare a pensare che questa gravidanza possa finire...
Io mi dispero...piango tutte le mie lacrime...mi dico che il mio miracolo non può non compiersi....
La vita non può essere di nuovo crudele....
Già ho sofferto troppo...
Anche G. è distrutto....
E poi la sera del nostro anniversario,il 6 settembre scorso,iniziano le perdite e i dolori...
Vado in pronto soccorso e la diagnosi fa ancora più male...la mia era una gravidanza extrauterina...
Il mio dolce angioletto è bloccato nelle mia tuba sinistra....
Mi ricoverano...all'inizio vogliono operarmi poi però le beta scendono e ieri mi dimettono...
Decidiamo di prenderci qualche giorno di tempo...io vorrei evitare il methotrexate...spero che almeno questa sofferenza mi sarà evitata...
Oggi sto iniziando a capire che il mio angioletto non nascerà mai...
Il nostro sogno è finito...
Ho il cuore spezzato dal dolore....
Ti ho raccontato tutta la mia storia perchè credo che nonostante tutto il dolore la mia è anche una storia di speranza...
Io sono un miracolo vivente...
Io e il mio amore abbiamo concepito naturalmente nonostante noi per la scienza non avremmo mai potuto concepire senza una ICSI...
Quindi mi sento di dirti di non arrenderti....
Lotta come hai sempre fatto per raggiungere tuo figlio....sei una donna molto coraggiosa....e ti stimo molto!
Anche io non mi arrendo...
Lotterò con tutta me stessa affinchè il mio desiderio di stringere mio figlio tra le braccia diventi presto realtà....
Un abbraccio. "

domenica 22 settembre 2013

#03 HAPPY PILLS




  1. 11 Claire09 settembre 2013 22:22
    Una mia amica è stata operata giovanissima, ben prima dei trent'anni per un tumore maligno. Dopo la chemioterapia le dissero che non avrebbe potuto avere figli..non doveva proprio pensarci. Quando si sposarono, lei e il marito si abituarono all'idea di restare da soli ma, nel momento in cui costruirono casa, suo padre fece di tutto affinchè nell'appartamento fosse prevista anche la camera per "il bambino". Ricordo che suo padre parlava di questo nipotino senza mai dubitare che sarebbe arrivato. E ricordo il sorriso della mia amica quando, tempo dopo, comunicò a noi, increduli, che era incinta! Sul momento ci preoccupammo per la sua salute ma tutto andò benissimo..partorì un bambino bellissimo. Non ci crederei ma poco dopo il parto restò incinta per una seconda volta.Adesso ha due tesori. Alla faccia di tutto il dolore che ha dovuto affrontare e di quello che secondo i medici non si sarebbe mai potuto avverare. La vita sa sorprenderci,non bisogna perdere la speranza.Ti abbraccio.


  2. 12 mamma, che emozione!11 settembre 2013 16:03
    Anna cara, il timore di dire qualcosa di poco delicato mi ha frenato nel risponderti sinora, che sciocca che sono, tu hai cuore e mente più che aperti...
    Ecco le mie due storie. la prima è la mia, non difficile come le storie di alcune di voi ma comunque difficile per me: resto incinta appena iniziamo a pensarci, lavoro, esco, mi diverto, tutto perfetto come una favola e poi perdo il mio bimbo a 12 settimane (io lo so che era un maschio, anche se non ne ho la certezza) e il mondo crolla, tutto crolla. Impazzisco dal dolore, poi passano i mesi e decidiamo di avere un altro bimbo, il secondo, il primo avrà sempre il suo spazio nel mio cuore. passano mesi prima che arrivi Piccolo Uomo, sembra non arrivare mai, e per lui mi tocca stare 5 mesi ferma a letto, poi nasce e tutto si colora di felicità. Poi nemmeno due anni dopo facciamo un mezzo pensiero... e arriva a sorpresa la Gattina. Quando persi il mio primo bimbo, lo giuro, mai avrei pensato la vita sarebbe stata poi tanto generosa con me.
    L'altra storia è quella del cugino di mia mamma: un tumore da giovane, chemio e altre terapie, i medici gli dicono che sta bene ma a causa delle terapie non potrà avere figli. Passano gli anni e la sua fidanzata storica, quella che gli è rimasta accanto anche durante la malattia, lo lascia: può affrontare tutto ma non rinunciare ai figli. Lui è a pezzi, poi anni dopo incontra un'altra ragazza che lo ama per come è, si sposano consapevoli di restare in due. Passano gli anni, una mattina sua madre gli dice: ho fatto un sogno assurdo, tuo padre mi diceva che presto sarei diventata nonna... Lui resta a bocca aperta perche avevano fatto il test la sera prima, positivo, incredibile eh? Ora Rebecca va al liceo ;)
    Ti abbraccio

    Storia numero 1. Stati Uniti anni 70: una giovane coppia innamorata si sposa e per 7 lunghi anni cerca un figlio che non arriva. Decidono cosi per l'adozione così a pochi giorni da Natale adottano M che ha due mesi. Esattamente 9 mesi dopo nasce S. Storia numero 2: non ho mai conosciuto la mamma del mio fidanzato, se n'e andata pochi mesi dopo che io e lui ci siamo conosciuti. Era una Pediatra e io ho preso 30 e lode all'esame di Pediatria e all'esame per entrare in scuola di specialità mi e capitato un caso pediatrico. In scuola ci sono entrata e so che i nostri bambini ce li manderà lei al momento giusto. Sono un medico ma tante cose so che vanno al di la' della ragione ed e' bellissimo così. Storia numero 3: Romina, il suo blog di chiama il codice di hodgkin. Arriverà Anna arriverà lo so. Ti abbraccio. Gi

    14 eroLucy 17 settembre 2013 03:41
    Annina, leggo solo oggi incuriosita dal tuo post piu' recente. Che bella questa tua idea. Posso dirti della mia dolce amica Daniela, non so quante fivet, mi pare tre. Resta incinta due volte ma in poche settimane perde I cucciolini. Fa domanda di adozione nazionale,lei ed il marito sono pronti ad "accettare tutto", arriva M., un meraviglioso e sanissimo bimbo non riconosciuto dalla mamma alla nascita. Un dono vero. 
    Poi resta incinta. Naturalmente, inaspettatamente, senza alcun tentativo mirato. E oggi M. ha un anno e mezzo.
    Annina, daje.
    1. eroLucy col cellulare oppositivo

    2. 15 SuPeRaNa17 settembre 2013 08:20
    3. Io hai miracoli ci credo. Credo cchele lacrime prima o poi devono scendere per la felicità. Si chiama speranza è nel nostro essere. Poi uno è libero di crederci o meno ma tutti siamo portati a sparare nel miracolo. 
    4. Il mio si chiama riccio.Arrivato dopo una bella diagnosi per me : tube chiuse (?) Antimulleriano non basso di piu...poi trovarono ovaio policistico.A tutto questo si aggiunse maritone con degli spermiogrammi in caduta libera..sempre immobili e con forme anomale. Poi le fivet fallite. E tutto intorno un fiorire di pance. L ultima icsi anzi la prima e ultima..con il moto "o la va o la spacca"- avrei mollato se fallivamo.
    5. Eccoci qui esattamente 19 mesi dopo..oggi riccio ha precisamente 10 mesi! Si abbiamo perso il gemello..ma sono certa che il mio piccolo si è sacrificato per far arrivare a noi il nostro tiranno. 
    6. Questo è il mio miracolo.
    7. 16 Anonimo18 settembre 2013 12:03
    8. Non ho mai commentato in un blog, ma ti leggo sempre e voglio lasciare la storia di speranza anche io. 4 anni fa a mio marito diagnosticano teratoastenozoospermia severa, 0% forme normali mentre io ho l'ovaio micropolicistico. In due anni di Pma colleziono iperstimolo e polipi endometriali e basta.
      Durante una pausa estiva rimango incinta naturalmente, gravidanza perfetta, ma dopo le delusioni passate ho paura. Purtroppo alla 36 settimana la mia piccola vola in cielo per colpa del cordone ed io ho avuto una forte emorragia e per miracolo non mi asportano l'utero. Tutti i dottori concordano nel dire che un altra gravidanza sarebbe difficile da ottenere e da portare avanti a causa dell'accaduto, ma nè io nè mio marito pensiamo ad un altro bimbo, siamo annientati. Eppure dopo 3 mesi e senza mai avere avuto ciclo rimango nuovamente incinta e la primavera seguente nasce il mio secondo bambino, il mio secondo miracolo.
      Contro tutti i pronostici lui è stato concepito ed è nato con cesareo a 36 settimane, dopo mesi di ricovero ospedaliero, a 11 mesi di distanza dal mio primo parto.
      Forza ragazze, vi abbraccio virtualmente tutte. E.



martedì 17 settembre 2013

#02 HAPPY PILLS




  1. Cara Anna, ti leggo silenziosa da un po' ma oggi non posso fare a meno di lasciare la mia personale pillola di speranza e felicità: diagnosi 7 anni fa di oligoteratospermia severa per mio marito, ormone antimulleriano bassissimo per me, optiamo per la ICSI e grazie ad una vera, splendida botta di c. nasce la miaa bimba, che oggi ha sei anni e mezzo. Rimango incinta per miracolo, naturalmente, 2 anni dopo, ma al quarto mese la gine mi dice che non c'è battito. Mi sento morire, e piena di rabbia e convinta di essere in credito con il mondo affronto nei due anni successivi un altro aborto con sospetta mola e due ICSI miseramente fallite. E decido di dire basta, ho scoperto lo yoga non solo come disciplina fisica ma anche e soprattutto come filosofia di vita, riesco a liberarmi dell'acredine che mi sta avvelenando e mi dico che si, posso essere felice così. È si è ripetuto il miracolo, 17 mesi fa è nato il mio bimbo, non ti dico durante la gravidanza, avevo una tale paura di crederci! Invece è andato tutto bene, la vita era talmente perfetta che, beh, non poteva andare così... In effetti è andata anche meglio, e 4 mesi dopo la nascita di A. Ho scoperto di aspettare la mia terza bimba. Oddio sul momento mi sono molto spaventata, non avrei mai immaginato di ritrovarmi con tre bimbi di cui due nati a distanza di 13 mesi, ma mi sono subito detta se sono pazza, dopo tutti questi anni di delusioni, e sono tornata in me. Ora sono qui, contro tutti i pareri medici, con i miei bellissimi bambini, e spero che la mia storia possa dare un po' di speranza a tutti. Il mio gine, simpaticissimo e grande uomo, non mi ha mai detto che i bimbi sono venuti quando ho smesso di pensarci ecc., ma semplicemente "questo dimostra quanto poco ne sappiamo". Ti mando un abbraccio
    Elisa


  2. C'era una volta una ragazza di 18 anni, un po' peperina, un po' anarchica, una grande sognatrice, che si innamora del suo insegnante di arte figuartive di 21 anni più grande di lei. Lui era separato con un figlio. A sua volta lui ricambia il sentimento di lei. Si vedevano di nascosto perchè le famiglie non approvavano affatto, come è facile intuire i pregiudizi erano molti. Desideravano vivere insieme ed avere una famiglia loro. La loro relazione va avanti 4 anni cercando un bimbo fin da subito, ma il frugoletto non arrivava. Lei non ci credeva più...si era iscritta all'accademia di belle arti e ormai aveva perso le speranze...per non pensarci si dedicava anima e corpo all'arte tanto che non aveva fatto caso al fatto che non le erano tornate da tre mesi (spesso non aveva il ciclo, lei non sapeva affatto cos'era la regolarità). Poi le nausee e all'improvviso una sua amica le dice: Ma forse sei incinta?
    E così che lei scoprì di essere la madre dell'uomo che sposerò tra pochissimi giorni!! 

  3. Cara Anna, mi paleso di rado ma oggi voglio darti il mio contributo. Ho due storie, tratte dalla mia famiglia.
    Nella prima la protagonista è una mia zia, avviata verso una serena esistenza da zitella (e uso volutamente questa parola al posto della più neutra single, perché è così che lei si rappresentava a se stessa e al mondo). Alla soglia dei quaranta conosce un uomo, e si sposano. Perdono un bambino nelle prime settimane di gestazione, fanno analisi su analisi e si rassegnano a bastarsi l'uno all'altra. Poi resta incinta naturalmente, e nasce F. La avvertono che è stato un evento raro, che ha riserva ovarica inesistente e infatti non le torna il ciclo. Perché è rimasta di nuovo incinta. Ora ha 48 anni e due figlie piccole. I miracoli sono intorno a noi :-)
    La seconda storia è off topic e meno lieta di questa, ma per me conta molto perché mi tocca più da vicino e perché nella mia vita è stato sempre il faro per credere che dal dolore può arrivare anche la gioia.
    Negli anni '80, ero bambina, mio nonno morì all'improvviso di infarto mentre noi ci trovavamo in vacanza a casa sua. Dolore sgomento e sofferenza. Non dimenticherò mai il pianto di mia madre, a me che ero bambina sembrò che si rovesciasse il mondo più che per la morte del nonno, perché vedevo lei piangere. Per via del funerale rientrò al paese anche un suo cugino pediatra che viveva da tutt'altra parte e non tornava praticamente mai. Fece un giro di visite generali a noi bambine di casa e se ne andò. Tornò il giorno dopo dicendo di non aver chiuso occhio tutta la notte per il pensiero: rivisitò ancora mia sorella di un anno e confermò il suo timore. Una massa nell'addome. Nessun sintomo. Visite, peregrinazioni, ospedali. Tumore operabile e guaribile grazie alla precocità di diagnosi. Mia sorella oggi è adulta sana e forte (e con un bel caratterino, ma non si può avere tutto dalla vita ;-) ). Mio nonno se n'è andato per un motivo, se ne è andato per lei. Dal dolore sbocciano i fiori, a volte.
    TI abbraccio forte, Anna.

    1. Anni fa si creo una grande amicizia tra me e una donna di circa 40 anni. Non poteva avere figli, era troppo leggera, davvero troppo piccola..magra.. per riuscire ad avere bambini.La sua salute non glie lo permetteva.
      Ricordo perfettamente il giorno in cui mi chiamò e mi disse che ero la prima a cui diceva che, miracolosamente, inaspettatamente, era incinta. Stavamo partecipando al corso di formazione per clown dottori..durante il corso si rideva tanto, sempre. Il carico di endorfine che facevamo lì l'avremmo poi portato con noi come veicolo di "cura". Io in quell'anno durante il corso non mi sono mai ammalata (e mi ammalavo ogni due mesi minimo, venivo da un trascorso poco "in salute")e lei ha finalmente realizzato che ogni cosa è possibile se c'è amore. Scusa la banalità o la retorica ma la storia è proprio questa.
    2. non so se conosci la storia di Nonsisamai:
      http://www.nonsisamai.com/2010/06/storia-di-un-bambino.html

      grazie per il post, ne ho bisogno pure io di pillole positive in questi giorni!

lunedì 16 settembre 2013

#01. HAPPY PILLS

  1. al nido che frequenta mia figlia ieri ho conosciuto la mamma di a., ha 47 anni e sua figlia 2 anni e qualche mese. parlando le dico che mia figlia e' nata grazie alla pma e lei mi racconta la sua storia e gli svariati tentativi di fecondazione prima di abbracciare la sua bambina.. "ma io lo sapevo" mi dice "sapevo che non dovevo mollare perche' lei sarebbe arrivata. anche se ancora oggi sono incredula e quando dico 'sono la mamma di a.' mi scendono le lacrime e mi si strozza la voce in gola". un abbraccio sofonisba
  2. 02 Sandra 06 settembre 2013 19:59
    Te l'ho raccontata nel post precedente, e poi c'è Federico nato dopo 4 tentativi con la PMA falliti, naturalmente, da una quarantenne che stava pensando seriamente all'adozione. Ti avevo mostrato il fiocco nascita che gli abbiamo preso, tempo fa, ora Federico cammina. Secondo me riceverai un sacco di pillole colorate. Tanta felicità per la tua amica e anche per te, che ti stai ritrovando in questo settembre.
    Un abbraccio Sandra Milano

    Ricordo di una ragazza, una storia letta in internet però, lei aveva avuto sei aborti ed era riuscita ad avere una bambina. Scusa se non è un'esperienza diretta. Di persona invece conoscevo un'altra signora, ha avuto quattro aborti ed ora ha una figlia; so che ha preso cortisone. Entrambe perdevano i bambini nel primo trimestre.
    Non so se possono servire queste storie Anna, se ti possono dare un pò di speranza. Io te le porgo e in fondo le racconto di nuovo anche a me stessa, ne ho bisogno.
    Chiara

    04 Sandra 07 settembre 2013 18:56

    Mi è venuta in mente una blog amica del mondo creativo, ne ha persi 6, tra cui 2 gemelli, 4 prima del primo figlio, e 2 (i gemelli) prima della piccolina nata pochi mesi fa, la mamma ha ora 40 anni e ha portato a termine la prima gravidanza quando proprio non ci pensava più, tanto che aveva persino ricomprato la moto, all'epoca arrivò a lasciare il lavoro perchè le avevano detto che era fonte di stress che non la faceva abortire.
    Sandra

    05 ElizabethB07 settembre 2013 21:55

    La mia amica M. Sembrava impossibile: problemi oggettivi lei, problemi oggettivi lui. 2 tentativi falliti di fivet e poi, senza programmi e senza più pensarci, senza più nemmeno la speranza, è arrivata Veronica, che ha pure preso in giro tutti fingendosi un maschietto per nove mesi! L'ho raccontato qui http://elizabethbennett76.blogspot.it/2013/07/m-ce-lha-fatta.html, forse l'avevi letto.
    Dai Anna, dai!