venerdì 25 maggio 2012

Una ragione non c'è.

Sono nella segreteria dello studio del dottore, aspetto la stampa della scheda con l'eco appena fatta. Mi appoggio allo stipite della porta, la ragazza della segreteria mi guarda intensamente e sta per mettersi a piangere, lo so che non sa che dirmi. L'aiuto, perchè mi dispiace sempre per gli altri quando sono così in imbarazzo: "ragazza mia, alla sfortuna non c'è mai fine, ricordatelo". E cerco di accennare ad un sorriso ironico. Ma è un sorriso amaro, di quelli che stanno per esplodere in un pianto ininterrotto. Lei mi abbraccia e mi dice che non ha mai visto in questo studio una paziente forte come me. Penso che non è vero ma i suoi occhi sono sinceri perchè sono pieni di lacrime.



Il mio dottore esce dalla stanza dove è la paziente entrata dopo di me e dice alla sua assistente che la paziente in stanza vuole un bicchere d'acqua e poi sbuffa. Sbuffa per dire che è una paziente noiosa e che già sa che non sopporterà le piccole manie e i capricci.
Lui è così. Empatico e razionale. Ormai ci conosciamo. Si gira verso di me sorpreso di trovarmi ancora lì in corridoio e sorride. Una mano sulla spalla. Gli chiedo se ancora devo continuare il ferro per bocca. Si, assolutamente si.
Mi ha appena detto che non ci sono casi più difficili o meno difficili del mio, quando ho cercato di minimizzare il dramma del colloquio. Mi ha detto che ho dato tanto, forse troppo fino ad oggi. Che quello che mi è accaduto, da un punto di vista ginecologico è tutto quello che spera non possa riaccadere più,perchè è tanto. Troppo.
E allora, seduta su quella poltrona gigante, davanti a quella scrivania gigante, la credenza gigante, sono sprofondata nel buio. Nel buio dell'incertezza e nel buio della consapevolezza che questo è il mio punto zero, il punto da dove un giorno dovrò ricominciare, questo è lo zero.
Tutto quello che è successo prima non c'è più.
Via.
Spazzato via.
Tre anni di ricerca, quattro aborti in due anni e quest'ultimo dramma che mi portano a cinque morti nel mio corpo.
Via.


La mia fertilità è diminuita di molto. Non del 50% ma comunque di molto.
Succede che potrei avere una gravidanza naturale solo nel mese in cui avrò un'ovulazione a destra dove è rimasta l'altra tuba.
Ma io non ovulo mai a destra, è successo solo due volte da quando ho iniziato i monitoraggi ecografici, di cui una è questa ultima.
Succede che non ci sono spiegazioni scientifiche e razionali a quello che è accaduto. Io ho desiderato con tutta me stessa che ci fossero. Ho desiderato dare una forma al dolore ma non c'è.
"è stata solo sfortuna, mettitelo in testa"
come se questo dovesse consolarmi. Invece mi condanna ad un'evidenza che io non accetto.
Non accetto la sfortuna. Non accetto di essere una persona sfigata. NON L'ACCETTO!!!
Non è possibile. Non ci credo.
La mia tuba di sinistra era completamente dietro l'utero, ha fatto un giro degno di un bravo contorsionista circense, ecco perchè tutti i dottori vedevano il problema a destra e non a sinistra, ed io avevo il dolore a destra e non a sinistra. Ha fatto questo giro e si è risucchiata il mio bambino dalla tuba di destra.
L'ha risucchiato, se l'è pappato.
Ma lui stava bene. Troppo bene stavolta. Si è vascolarizzato benissimo e infatti le beta triplicavano e questo mi ha quasi ucciso.
Lui cresceva e io morivo.
Mi ha spiegato che la tuba è letteralmente scoppiata nel momento in cui sono svenuta sulla sedia a rotelle in pronto soccorso, mentre secondo l'infermiera di turno io "somatizzavo il dolore per via dei precedenti aborti". E' scoppiata interessando l'arteria. Qualche minuto in più ed io sarei morta.
In quel momento il mio destino si è inclinato.
Come in una tavola poggiata su una palla, e sopra il mio corpo.
La mia vita, in quel momento,  è dipesa da un equilibrio costante, traballante,  atto a non farmi cadere.
Di lì si è azzerato tutto.
Il mio futuro ora è una nebbia densa. Densa di incertezze e dolore.
In me risiede solo questo senso di fallimento. Un senso di sconfitta che non mi fa rinascere ora.
Ho sbagliato tutto. Ho fatto scelte sbagliate nella convinzione di essere una donna sana, in grado di concepire naturalmente, credendo che io ce l'avrei fatta alla fine.
Non è stato facile. Sono passata attraverso me stessa. Attraverso i rapporti con la gente. Attraverso l'amore infinito per mio marito. Attraverso le vite dei miei figli che ho concepito ma a cui non ho dato una vita da vivere.
Non portatemi gli esempi di donne che ce l'hanno fatta lo stesso. In questi giorni tutte le persone che mi vogliono bene l'hanno fatto, nel tentativo amorevole di ridarmi la speranza.
Io non appartengo più a questa categoria.
Se devo arrendermi alla fortuna, io non posso più considerare chi ce l'ha fatta.
Voi sfidereste così la sorte?
Ma davvero sareste così coraggiosi?
Bene, io no.
Se devo arrendermi alla sfortuna, se solo questa è la ragione di tutto quello che mi è accaduto, io il coraggio di sfidarla ora non ce l'ho più.

Mi prospettano una ICSI.
Perchè?
Perchè si selezionerebbero all'origine ovuli e spermatozoi, scegliendo qualitativamente solo i migliori. Questo abbasserebbe al 10% il rischio aborti, contro un 25% di una donna della mia età, contro la mia percentuale personale che invece io ho fatto crescere a livello esponenziale in questi anni.
Perchè il mio corpo è perfetto, il mio utero, il mio endometrio perfetti, e questi sono dati fondamentali per la riuscita del processo.
Perchè la qualità dei miei ovuli è ottima, altro dato fondamentale, nonostante la mia età.
Perchè si abbasserebbero le probabilità di riavere una gravidanza extrauterina (ma di questo non sono convinta, ho trovato pareri molto discordanti e sono davvero confusa in merito).
Perchè, mi appoggerebbero comunque se io dovessi continuare sulla via naturale, ma sarebbe come continuare a camminare su di una corda tirata su di uno strapiombo.
Perchè al dolore bisogna dare un fermo perchè altrimenti ti invade, ti distrugge.

E allora?
E' facile no?
Dove sta il problema?
C'è una soluzione al problema, adottiamo la soluzione.
Perchè è così che si fa.
C'è un master plan da rispettare dove non si può non considerare l'obiettivo.
L'obiettivo è avere un figlio?
Quale è la soluzione più vincente ora?
PMA.
Bene.
PMA.

E allora perchè mi sento in un buco nero?
mi sento di aver buttato tre anni della mia vita inseguendo un sogno e facendo finta di non avere un problema?
perchè mi sento un'assassina?
Se fossi stata razionale e decisa non avrei permesso che mi accadesse tutto questo.
Non ho paura del percorso fisico in procreazione assistita.
Un tempo forse.
Oggi no.
Oggi il mio corpo è un livido nero, martorizzato da punture, prelievi, punti di sutura.
Non ho paura della sofferenza e della difficoltà di questo cammino.
no.
Non ho più paura dei dubbi e delle incertezze della pma. So perfettamente che non ti regala in automatico un bambino come se lo avessere confezionato in una catena di montaggio.
Lo so che non è così.
Ma ora percorso naturale e procreazione assistita sono per me la stessa cosa. Mentre prima non era così ora invece è così. Ora le incertezze della pma sono diventate minori rispetto a quelle per via naturale.
Non voglio più uccidere nessuno.
Non voglio più sentirmi responsabile della vita di un altro essere umano.
E' logorante, è doloroso, è quanto di più sofferente il corpo di una donna possa accettare.
Sarò appoggiata, supportata. Non sarò sola.

Ma non accetto l'idea di non avere una spiegazione razionale a tutto questo.
Avrei preferito avere una diagnosi. Oppure anni di test negativi.
Allora tutto questo avrebbe avuto uno scopo.

Invece sono una donna che rimane incinta ma che lascia vite incompiute per strada senza sapere perchè.

13 commenti:

  1. Prima di tutto ti abbraccio.

    Ieri quando non mi hai scritto niente dopo la visita, ho immaginato questo post, e l'ho immaginato praticamente tale e quale.
    Non voglio dirti le solite frasi fatte, e nemmeno riportarti esempi di chi ce l'ha fatta, perché non voglio sembrare indelicata.
    Però una cosa te la voglio dire: TU non hai ucciso nessuno.
    E' stata la sfortuna, la sfiga, il destino, chiamalo come ti pare, ma non sei stata TU.
    Tu sei Anna e tu vuoi diventare mamma.
    Punto.
    Il resto è stata TANTA, TROPPA, INGIUSTA, sfiga.

    Adesso hai un piano B, e devi aggrapparti a quello per andare avanti.
    Entrerai nel mondo della PMA e ti seguiranno, ti staranno accanto e ti aiuteranno a realizzare il tuo sogno.

    Adesso prenditi tutto il tempo che ti serve per guarire fisicamente e , almeno in parte, psicologicamente.
    Ti sono vicina, la mia mano è qui.
    Quando vuoi.

    Ti abbraccio di nuovo.

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  2. Anna passo di qua ma spesso non commento perchè faccio fatica.
    Abbiamo una storia tanto diversa, ma anch'io ho buttato via una possibilità scegliendone un'altra che è andata male. E' ingiusto, è sfortuna, è la vita. Prenditi il tuo tempo e poi tu e tuo marito sceglierete se affrontare questa ICSI oppure no.
    Ti abbraccio

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  3. Ciao, ho scoperto da poco il tuo blog, ho letto i tuoi ultimi post tutto d'un fiato e mi si sono riempiti gli occhi di lacrime. Dalle tue parole traspare perfettamente tutto il dolore e la paura che stai provando. Non so bene cosa dirti, forse non c'è niente da dire, e so che le parole di compassione e conforto di una sconosciuta non possono aiutare più di tanto.
    Credo che tu ora abbia bisogno di mettere ordine nei tuoi pensieri, nel tuo dolore, lascia che le persone che ti vogliono bene ti stiano vicino, confessa loro la tua paura... Poi, piano piano, cerca di capire cosa fare per realizzare il tuo sogno... Io sto per affrontare la mia prima ICSI dopo due anni di tentativi "naturali" falliti, come sempre sto affrontando questa esperienza con la mia solita incoscienza ed ingenua speranza, figurati che già mi immagino madre... E so che se le cose non dovessero andare come le sogno io, mi sentirei proprio come te, con un'immensa paura...
    La vita è molto ingiusta a volte. Ma tu certamente non hai ucciso nessuno! Tu vuoi solamente amare, proprio come me, come tutte le donne a cui la natura ha deciso di rendere il cammino d'avere un figlio molto difficile... Ma io sono certa che ce la farai, perché nelle tue parole, oltre al dolore, si legge un'immensa forza!
    Un abbraccio

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  4. Anna non c'è un motivo per quello che ti è successo...è la vita che a volte è troppo crudele. e noi ci chiediamo il perchè.
    tesoro cerca di essere clemente con te stessa, non è colpa tua, tu amavi i tuoi bambini come ama una madre. non è colpa tua quello che è successo.
    non pretendere troppo da te, stai soffrendo e adesso è giusto così, prenditi il tuo tempo. Sei viva e avrai la forza per andare avanti e insieme decidere come andare avanti. La pma è lì, quando avrete deciso sarà il suo tempo.
    Ti abbraccio forte forte

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  5. Datti tempo. Ti stringo forte.

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  6. Sono qui e metabolizzo..per ora ti chiedo solo, se puoi, di non essere così inflessibile con te, non lo meriti, e lo sai...

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  7. non è colpa tua.. non è colpa tua se è andata come è andata... tu non hai ucciso nessuno... assolutamente tu non hai ucciso nessuno...
    il buco nero dove questa tragedia ti ha gettato ti toglie la forza, il coraggio, dandoti solo dolore e pena...
    non sei sola, ma forse hai bisogno di qualcuno che possa aiutarti a ritrovare la strada della tua vita, in questo momento in cui sei smarrita... una persona che possa ascoltarti e guidarti a sciogliere il groviglio dei tuoi pensieri...
    trova qualcuno che possa aiutarti...
    ti abbraccio forte forte

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  8. Anna, non farti male ..l'icsi non è l'ultima condanna..anche io avevo solo quella alla fine ed é nata la bellissima Valentina..non hai ucciso nessuno, è andata male, ma non farti male con le parole..ti stai frustrando da sola...con le tue stesse parole..E come se cadi dentro l'acqua e non trovi più la via e sei sommersa e ti senti spingere giù e giù'
    ..Riprendi la tua solarietà e riprenditi la grande boccata d'aria fuori l'acqua di questo mare immenso di dolore ritrova la speranza .. Respira..respira. ..con calma. Non sei sei sola.Siamo tutti qua.Un abbraccio.

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  9. Anna, perdonami, negli ultimi giorni non ti ho più letta, ho dimenticato la tua visita.
    Scusami... Tutto il resto mi ha inghiottita.
    Posso immaginare il baratro che ora vedi intorno a te, il senso di smarrimento e vuoto... il terrore di guardare al futuro che ora ti sembra nero e insondabile.
    Ma non permettere a questo di toglierti la voglia di vivere e di lottare per risolvere la situazione.
    Vedi che lo sto facendo anch'io? Mercoledì ho vissuto momenti di disperazione inimmaginabile e tu eri positiva anche per me. Oggi, anche se la situazione rimane seria, si è aperto uno spiraglio di speranza. La speranza che desidero faccia tua per ritrovare la forza di rialzarti.
    Sto combattendo per la mia Beatrice, Anna. Tu promettimi che non smetterai di combattere per la tua.
    Non mollare... Non molliamo, Annina...

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  10. Anna...ho letto tutto d'un fiato.mi è mancato il respiro. Non credo di aver qualcosa di intelligente da dire.vorrei solo poterti abbracciare. Il pensiero che tu avresti potuto morire non mi fa smettere di piangere...pregherò per te,per il tuo corpo,la tua anima,la tua famiglia. Affinché tu possa trovare la strada e ritrovare la serenità.Marisa

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  11. Cara Anna, non darti delle colpe che non hai. Non avresti forse fatto qualunque cosa per proteggere i tuoi piccoli se avessi potuto? Ogni madre lo fa.
    Però non ti dirò che non c'è una causa..io credo invece che una causa ci sia. Immagino che avrai fatto tantissimi esami e dato che hai parlato di Ciao Lapo, forse sarai stata dal primario della maternità di Careggi. Ma te lo chiedo ugualmente, perchè è molto importante. Perchè non credo che nessun'altro medico in Italia possa capire più di lui in questa materia (gravidanze a rischio, poliabortività, infertilità).
    Sul discorso Icsi, cerca di vederla come un'opportunità. Ma datti tempo. Ti sono vicina.

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  12. Il respiro del Tempo, Anna. Quello che cura e guarisce mente e corpo, spirito e cuore. Ti abbraccio, ma ti prego non colpevolizzarti. Tu non hai colpe.

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  13. Anna, vorrei poterti dire qualcosa, ma non aggiungerei nulla di meglio a quello che hanno già detto le altre, Sveva in particolare. Voglio farti sapere che ti penso, spero e prego per te, e ogni giorno, più volte al giorno, passo di qua per sapere come va. Prego che il giorno della tua rinascita sia sempre più vicino. Un abbraccio, Francesca

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grazie per essere qui.