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giovedì 23 febbraio 2012

Sarà bello il tuo!

la colazione della mamma per te


Questa è la storia di un incontro futuro, quello di una me mamma e quella del mio bambino.
L'altra parte di me non è mamma e non è quella che viene raccontata qui.
L'altra parte di me è esistita fino ad un certo punto, ora convive con la sua parte materna, ma ha abbassato la guardia, la sua superbia e la sua sfacciataggine, quando finalmente si è resa conto che il suo spazio vitale era stato occupato da un istinto primordiale, un bisogno estremo di dialogare con il futuro di me stessa: il mio bambino.

venerdì 27 gennaio 2012

E siamo a questo punto


Or dunque,
siamo al 10° PM nella landa desolata del paese di vattelappesca a nord di Roma.
Il mio corpo si sta svegliando e segnala dolori tipici di donna in ovulazione e muco fertile.
Nulla di nuovo sul fronte.
Ah bè, mi conosco come le mie tasche ormai e sono tanto tanto contenta per questo, perchè ho fatto pace con il mio fisico e lo riconosco nei suoi comportamenti tipici.

L'ecografia ci rimanda una misurazione pari a 14 mm di un bel follicolo (sempre uno mai due per carità ci mancherebbe altro) a sinistra...sempre a sinistra, che pure in quello ho il pensiero coerente con il corpo, altrimenti non me ne sarei fatta una ragione tanto facilmente.
Detto ciò, prossimo appuntamento a lunedì con prescrizione categorica di mettere a riposo gli spermatozoi per il grande incontro che avverrà presumibilmente la prossima settimana.
Tradotto in termini comprensibili ai più, le parole testuali del gine-tascabile sono state:
"niente sesso"

"..."
"...niente sesso...?"

"niente sesso Anna!"


...augh.
ma guarda te 'st'mpunito.
ma ti pare che deve decidere lui?
pare di si.
Santa Pazienza aiutaci tu a sopportare cotanta ingiustizia, io che mi ero preparata un we di fuoco.
e vabbè, prepariamoci al grande evento e che sia quello buono.

...spero.

lunedì 1 febbraio 2010

mi chiedo

non credevo di poter arrivare a piangere così, il giorno in cui si spezzano crudelmente le mie speranze, e invece mi sono trasformata in una di quelle donne ansiose che guardano ad un presente fragile senza chiedersi minimamente come sarà il loro prossimo futuro. In verità non credevo nemmeno di desiderarti così tanto un giorno, eppure sono qui, nell'attesa di vedere realizzato il più grande progetto che la mia vita da architetto mi abbia mai richiesto.
Tesa ad aspettarti, ascolto ogni mio cambiamento, ogni mio sintomo, leggendo segnali insesistenti e flebili.
Questa sono ora.
36 anni.
Eppure i miei occhi ciechi non hanno saputo scorgere la tua luce che, debole, cercava invano di farmi strada.
Temperatura basale, giorni fertili, fasi luteali, ecografie, posizioni, ovulo. Parole inesistenti fino a ieri. "bisogna non pensarci" BISOGNA. ma come si fa ad obbligarsi a non pensarti amore mio, se tutto questo mi trasforma in un pensiero razionale e calcolato pur di averti, ma chi se ne frega poi, se tanto io il tuo papà lo amo e non potrò mai vivere senza, cosa importa di come io ti cerco e quella strada che tu per anni hai cercato di tracciarmi, io, ora sto cercando di percorrerla per incontrarti?