lunedì 10 dicembre 2012

di cosa si tratta

Ora vi racconto cosa succede ad una donna che subisce un raschiamento.

Questo post va contro tutta l'atmosfera natalizia della blogsfera, ai frizzi e ai lazzi, alle lucine colorate e agli alberi di natale.
Quindi cambiate pagina se non siete predisposte, se non vi va di guardare in faccia il dolore, se siete in gravidanza e vi sentite male al pensiero che potrebbe capitare qualcosa.
Tranquille.
Capita solo alle persone come me.
Quelle che non si sono godute la gravidanza, come qualcuno mi ha scritto, quelle che "almeno se succede qualcosa mi sono goduta il tempo che è stato con me".
Quindi io sono una cattiva mamma, perchè non ho avuto fiducia nel mio cavaliere, perchè non ho creduto in lui, perchè "lui ti sente, non fare così".
Quindi alla fine è colpa pure mia se è finito tutto, perchè non ho predisposto la mia anima verso una visione positiva della questione.
C'avevo un'aurea spenta e zozza.
Quindi il sogno non è partito per questo.

.
Non lo penso.
Faccio solo un breve riassunto delle cazzate che devi sentirti dire, nonostante tutto.

Dicevo, il raschiamento.
Che così abbiamo provato pure questa, e ora ho materiale per scrivere il mio libro di donna abortiva e posso far venire le lacrime ad un pò di gente e posso far aumentare le pacche sulle spalle e i "mi dispiace", i "non ho parole".
Lo so che sono caustica.
E mi faccio paura.
Ma un raschiamento è così.
E' un interruttore.
Hanno spento il tasto OFF venerdi mattina dentro di me. E l' ON non esiste più.
Un raschiamento è quanto di più innaturale possa esistere per una donna in gravidanza, anche se il bambino è morto dentro la propria pancia. Ma tu lo sai che c'è, lo senti. E senti la sua immobilità, senti il suo silenzio e il vuoto e il suo decrescere e il suo raggomitolarsi in se stesso.
Dopo non senti più niente.
A chi dice che un raschiamento è peggio di un'espulsione spontanea dico che è una cazzata.
Fisicamente ed emotivamente.
Almeno nei momenti gestazionali in cui io ho subìto i miei aborti.
Non sto dicendo che non si soffre: la sofferenza che si prova è una sofferenza a cui il corpo si deve abituare con il tempo in maniera graduale.
Al momento, il dolore non c'è. Io non ne ho avuto. E' stato tutto surreale.

Ci siamo alzati alle 5.30 per poter attraversare uno strato di ghiaccio sulla strada e nei nostri cuori. Siamo arrivati in ospedale alle 7.15. Nei corridoi le degenti dormivano, i corridoi erano spenti. Noi siamo in una stanza piccola, con il soffitto di 4 mt, una forte luce a neon, la finestra chiusa, un divano di pelle con i braccioli tagliati da un taglierino da cui fuoriesce la gommapiuma, sembrano ferite sanguinanti. Accanto un bagno, caldo, pulito. Davanti a noi una ragazza, sola, insonnolita. Alle 8.30 siamo ancora lì, il reparto si è svegliato, la stanzetta si è riempita di coppie, io ho compilato un foglio per la privacy e uno per autorizzare l'intervento.
Alle 8.45 la caposala inizia ad assegnare i letti e ci chiama per i prelievi. Noi ci avviciniamo e tremanti facciamo presente che abbiamo già tutti i prelievi compreso l'ecg, che già siamo daccordo con il dottore, che dobbiamo sbrigarci perchè alle 10.30 dobbiamo stare dall'altra parte della città per consegnare nostro figlio ad un laboratorio di genetica.
Mi scuserete se lo chiamo ancora nostro figlio ma materiale abortivo proprio non mi viene.
Si scatena il putiferio.
Inavvertitamente facciamo scattare uno di quei meccanismi per cui la caposala si sente scavalcata dal dottore e le regole ospedaliere vengono cestinate e messe in un angolino. In un attimo ci sentiamo come due criminali che stanno per commettere un reato senza precedenti.
Io sto per crollare.
Sento che potrei farmi arrestare.
Sento che potrei fare qualcosa che non riuscirei a controllare.
Rientro tremante nella stanzetta affollata di coppie.
Mio marito rimane lì in corridoio e subisce le spalle della caposala che comincia a raccontare a chiunque arriva, l'accaduto.
Lo vedo umiliato e disorientato, ma io non posso intervenire. Continuo a tremare.
Arriva il nostro dottore, stringe la mano di Fabio e poi comincia a discutere con l'infermiera. Per me è tutto confuso. So solo che tremo, tremo, e mi ronzano le orecchie. Entra il dottore nella stanzetta, ci mette una mano sulla spalla e ci dice che non dobbiamo parlare con nessuno, che non c'è la convenzione con l'ospedale per fare il citogenetico e per questo dobbiamo agire così, di non preoccuparsi perchè è una prassi e che per la scienza e per casi come il nostro, si fa.
E che la caposala è una stronza.
Un'infermiera bionda e piccolina, più giovane di me, mi accompagna in medicheria. Compilo la scheda dell'anamnesi, firmo tanti moduli, faccio l'elenco delle analisi che ho, ho tutta la cartella della pma con me e ho tutte le analisi possibili, in doppia copia. Sono tutti meravigliati dalla mia efficienza e la mia lucidità. Parlo con un ginecologo che mi spiega cosa succederà da lì a poco e poi dopo, e poi tra un mese.
Ho l'impressione che dopo aver raccontato la mia storia i visi si siano forzatamente distesi, le pacche virtuali sulla spalla aumentino ad ogni mio passaggio, e ora, anche la caposala mi sorride. Quei sorrisi che ti stringono il cuore e dicono "poverina".
Mi accompagnano in sala operatoria con la sedia a rotelle perchè sono scalza e ho dimenticato le pantofole. Lì mi fanno sedere su una sedia di ferro gelata. Il vestito è lo stesso identico della clinica in cui ho fatto il pick up, mi ha seguito. Ho i capelli raccolti in una cuffietta verde e i piedi dentro scarpe di carta.
Accanto a me si siede una ragazzina che deve fare una laparoscopia per non so cosa ma che già una volta non c'è riuscita per via di una brutta reazione all'anestesia.
Io continuo a tremare.
L'anestetista è dolcissimo.
Mi compila un'altra scheda e poi mi mette l'ago per la flebo.
Il dottore si avvicina e dice :"questa piccolina qua ha una storia lunga da raccontare. Ha cinque aborti sulle sue spalle, due spalle grandi..."  "...e una geu"  aggiungo io. Ma le parole mi muoiono in gola. "hai paura?"  "Tanta"  "Non devi. Questa è una stupidaggine rispetto a quello che hai passato"
Ed io annuisco poco convinta.
Mi fanno entrare in sala operatoria, su quel lettino con le staffe.
Le modalità sono identiche a quelle del pick up. Mi ritrovo a specchiarmi sulla luce forte sopra al lettino, nella posizione in cui mi sento svilita in tutta la mia femminilità. Solo che ora mi sento morta insieme a mio figlio. Durante il pick up ero felice, dolorante ma piena di felicità.
Ricordo quando mi fecero la prima anestesia tredici anni fa, a quanto mi sembrò innaturale, a quanto vomitai dopo. Il dottore mi dice che la sera starò bene e che uscirò a cena fuori. E continua ad accarezzarmi il braccio. L'anestetista è alla mia destra, vedo la flebo attaccata a qualcosa che non so cosa sia. Mi dice che è tutto ok. Che sta arrivando il sonno. E' dolce. Mi avverte. Non come la stronza del pick up che non vedeva l'ora di finire il suo lavoro. La sento, sento forte arrivare quel veleno, veloce, dalle vene del braccio in mezzo secondo arriva alla gola.
"fai un respiro profondo"
Faccio una smorfia di dolore.
Sono gli ultimi istanti coscienti con il mio bambino.
Aumenta la musica, il ritmo cardiaco, il tumtum nelle orecchie, il tremolìo delle braccia legate al lettino operatorio.
Addio bambino mio.
Addio.


Il dopo è il vuoto.
Ecco cosa è un raschiamento.
Un istante prima c'è.
Dopo non più.
Mentre il tuo corpo crede ancora che c'è.
Ecco cosa è un raschiamento.
Costringere la tua mente a rendersi conto che non c'è più fisicamente, anche se il tuo cervello sta andando in tilt e si scontra con una realtà che non riconosce.
Ecco cosa è un raschiamento.
E' un prima e un dopo che ti costringe a fare i conti con un'esistenza beffarda, una pancia di nuovo vuota e un corpo che non capisce.
Non ho dolori fisici.
Nonostante il methergin.
Nonostante le perdite.
E' come se il mio corpo si fosse gradatamente abituato al dolore, come se la mia soglia di sopportazione si fosse innalzata di un grado.
Ora il seno fa male e la pancia è ancora gonfia e la mattina mi sveglio con il mal di testa.
Arriveranno i dolori e il flusso catastrofico.
Ora no.
Ora l'interruttore è su OFF.

Questo è un raschiamento.
Non vedi, non senti, non hai il tempo per renderti conto.
Sei catapultata nel buio, dove non vedi più speranza e luce.
Non hai più attenuanti per fare cazzate irrazionali, come i test di gravidanza per dirti che ancora è lì,  dentro di te.
Ora lo sai che non c'è più.
E' in un barattolino in un laboratorio di genetica.
Ora non è più.
E' tutto innaturale. Te lo hanno strappato via e ora sei tu a ritrovarti rannicchiata in un'altra stanza vuota, con il soffitto di quattro metri, la forte luce a neon e il freddo.
E tu tremi ancora.


68 commenti:

  1. santo cielo.. hai una freddezza in testa che ti lascia senza fiato ma si sente il tuo forte dolore.. forse riesci a dirlo così proprio perchè il tuo interruttore è sul off.. forse sarebbe meglio in questo momento rimettere tutto sul on per lasciare che le lacrime ti "scaldino" e sciolgano un pochino questo tremore che hai dentro.

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  2. "mi dispiace" di essere una di quelle che continuano a dirti "mi dispiace" e "non ho parole"...So benissimo che non te ne frega niente in questo momento...Vorrei poterti dire ben altro, tutte noi che ti scriviamo lo avremmo voluto...L'unica è mettersi qui ad ascoltarti mentre sputi parte dell'inferno che hai dentro. Sappi che quell'inferno è un po' anche nostro e noi non possiamo far altro che condividerlo con te tenendoti la mano.

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    1. Avrei scritto esattamente le stesse cose. Ti stringo forte Anna.

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    2. Avrei scritto esattamente le stesse cose. Ti stringo forte Anna.

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  3. E poi il freddo della sala operatoria che non ti fa smettere di tremare, le lacrime che non riesci a fermare, i medici per cui sei uno svuotamento tra un cesareo e l'altro ed il tuo piccolo che finisce tra i rifiuti organici dell'ospedale... scusa lo sfogo...

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  4. Grazie per l'insegnamento che mi stai dando. Willy

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  5. Voglio solo ascoltarti. Per cercare di esserci.

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  6. gli ospedali sembrano tutti uguali
    le prassi consuete
    la terminologia scientifica
    freddezza asettica.
    peccato che sia nostro figlio quello che se ne va.

    nel profondo del pianeta ci sono sconvolgimenti catastrofici
    in superficie solo un debole tremore.
    che non passa mai, nemmeno se piangi.
    perchè si tratta di nostro figlio.

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  7. Credo che in questo caso il termine utilizzato in ospedale renda bene l'idea. "Raschiamento" : è qualcosa che arriva a toccarti le viscere; è carne cruda,sangue, lacrime, dolore; è una parte di te che ti viene strappata via a morsi (come disse un dottore). E' una ferita che impiega del tempo a riemarginare e non riemargina mai del tutto.

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  8. Qualsiasi donna che è dovuta passare per questa triste esperienza non può non riconoscersi nelle tue parole...sei stata lucidissima nel raccontare quanto è terribile...

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  9. Ho gridato, pregato, sperato proprio due anni fa che mi lasciassero dentro mio figlio! Su quella barella da dove sono scappata giù per due volte non ho fatto altro che implorare mio marito perché non mi facesse strappare dalle viscere mio figlio, quel bambino che giunto a 12 settimane era diventato mio figlio, anzi nel momento in cui è' diventato mio figlio (la paura non mi aveva fatto credere in lui sino ad allora!!) si spento ed io con lui! Entrare in sala parto in preda ai dolori e tornare fuori con le viscere raschiate perché tuo figlio potrebbe farti male.... È un dolore che lascia una ferita profonda e sempre aperta! Oggi come il 10/12/10! Ti stringo forte Anna!
    Alice

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  10. Sfogati Anna, io sono forte e di gomma.

    Oggi ti pensavo e mi è venuta in mente una domanda, stupida probabilmente visto il trascorso tuo, ma...tentare nn nuoce: tu hai RH negativo per caso?
    Se si ti spiegherò il perché (sempre che tu nn lo sappia già) altrimenti nn ti tedierò con altre preoccupazioni.
    Un bacio
    Biú

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    1. no, sono positiva.
      so a cosa ti riferisci, ma sarebbe stato una svista da dilettanti arrivata al punto in cui sono, non credi?

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    2. Certo che lo credo, e pensavo si capisse dal commento. In medicina di casi apparentemente difficili che si sarebbero potuti risolvere con poco ce ne sono tanti....purtroppo.

      Intanto sono riuscita a parlarti e ad avere un tuo riscontro.

      Tu hai chiesto di aiutarti a pensare se conoscevamo qualcuno con la tua storia, io nn conosco nessuna (che me ne abbia parlato) ma ho guardato nella mia esperienza se poteva esserci qualcosa di utile.

      Se vuoi apprezza il pensiero e rimuovi il contenuto.

      With love Biú

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    3. e perchè dovrei rimuovere?apprezzo moltissimo il tuo aiuto!
      il commento era ironico, ma non verso di te, ma verso quei medici che possono fare errori madornali, come dici tu, per casi difficili...purtroppo esistono in effetti, altro che dilettanti!
      grazie Ema.
      con il cuore

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    4. Anna, hai provato a fare domanda sui quei siti dove a rispondere sono medici? così tanto per avere un parere diverso,...anche se so che hai gia sentito più campane.
      Sai magari ti danno un commento utile, magari no.....

      Ti direi di scrivermi dettagliatamente la tua storia per girarla al mio gine, ma nn vorrei compromettere la fiducia che hai nel tuo (nn perche sia più bravo, anzi...nn lo è proprio... Però ha qualche conoscenza al posto giusto) . E poi nn è detto che mi dica niente di nuovo. Ognuna di noi potrebbe farlo, ma sei un "caso" talmente complicato che probabilmente il minimo sarebbe fare un colloquio di persona.

      Se riesco dopo ti posto qualche sito, così tanto per.... Se e quando vorrai li guarderai se no fa niente.

      With love Biú

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    5. Anna,

      lo sapevi che..."La celiachia è una delle possibili cause di poliabortività"?

      -- http://www.aictrentino.it/il-medico-risponde/elenco-risposte/196-poliabortivita.html --

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    6. Biulla eccomi. Mi sono persa questi tuoi commenti ieri o non mi sono arrivate le notifiche.
      Ti dico al volo questa cosa:
      ho naturalmente fatto l'analisi per la celiachia, perchè è una delle cause che si ricercano subito e che fa parte del "listone" (così noi abortive chiamiamo la lista degli esami). Leggendo il tuo link però, ma era un sospetto che ho avuto anche tempo fa, perchè non sei la prima che mi ha parlato di celiachia, e a questo punto ho intenzione di approfondire tutto nei minimi dettagli, mi sembra di capire che per fare una diagnosi corretta di celiachia sono necessari alcuni tipi di esami su anticorpi. Queste analisi io non le ho fatte, anche se non presento sintomatologia da celiaca, chiederò spiegazioni. C'è da dire cmq che prima di questa icsi, io ho fatto la dieta Dukan, completamente priva di glutine, ho perso 14 kg e sono arrivata in forma perfetta alla pma. Non so se questo ha un senso.

      Circa il dover raccontare al tuo dottore la tua storia, come dici tu, io credo che un professionista potrebbe indispettirsi se gli si presenta un caso difficile come il mio a cui si richiede una consulenza gratuita e al volo...i dottori vanno presi con le molle e coccolati. Questo l'ho imparato. :)

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    7. Mi sono permessa di parlarti di Celiachia, xche i sintomi nn sono semplicissimi e chiari. Ti riporto tre esempi di tre donne diverse:
      1- dopo aver mangiato una seplice pizza si sentiva piena come dopo il cenone di capodanno
      2- pancia gonfia come da ciclo dopo ogno pasto
      3- apatia, mancanza di vitalitá, dimagrimento.
      Tre persone differenti con sintomi differenti.

      Poi .Annina, ma il tuo gine sapeva della Dukan? Lo sai che lo hanno cancellato dal registrò dei medici dietologi, in quanto nn è una dieta sana? Fa sballare tanti valori. (Cmq da donna ti faccio le mie congratulazioni x la forza di volontá, x quella dieta ne serve tanta).

      With love Biú

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    8. Si ema lo sapevo di dukan e lo sapeva anche il dott...
      é una lunga storia poi ti racconto che ora sono con il cell. cmq...mi sono informata e le analisi che ho fatto sono sufficienti x diagnosticare la celiachia purtroppo....
      Avevo scritto anche al sito che mi hai segnalato ma nn mi hanno risposto.... :(

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  11. ti diro` solo che io ho la nausea di tutte quelle che vogliono scrivere un libro sulla pma... (perche` bisogna sempre speculare sul dolore?), ma il tuo libro lo leggerei, lo amerei.
    Spero solo.. mi auguro per te che abbia un lieto fine.

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    1. ovviamente era per dire...
      non ho alcuna intenzione di scrivere un libro su questo dolore lacerante...

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  12. Anch'io mi vergogno di essere un altro di quelli senza parole, però se ne parli forse è perchè vuoi qualcuno che ascolti.
    Ecco, in silenzio, ci sono anch'io.

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  13. Un mio pensiero va al piccolo cavaliere.
    Spero che, seppur breve, la sua lotta non sia stata vana.
    Spero che il suo viaggio in laboratorio possa portare risposte e soluzioni.
    Perché nel mio piccolo in lui ci credo ancora.

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    1. grazie.
      ho bisogno che i pensieri vadano a lui.
      che è solo ora.
      e che ha freddo.

      grazie davvero.

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    2. anch'io voglio crederci ancora...

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  14. Io non lo penso da solo il piccolo cavaliere, ma con tutti i nostri bimbi volati in cielo ancor prima di nascere...

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  15. Come mi riconosco nelle parole che hai scritto. Le nostre mani unite mentre aspettiamo che arrivi l'infermiera. Gli occhi bassi. La paura. Lui che rimane nel corridoio mentre mi portano in camera.
    La trafila di esami. E l'attesa dell'ultima visita passata nella sala dove le mamme che hanno appena partorito fanno colazione e parlano dei loro piccoli. Quello è stato straziante. E la prima volta che esci, quando chi pochi giorni prima si complimentava ora ti abbraccia e ti sorride.
    Ok sarà per la prossima. E invece così non è stato.
    E ancora oggi dopo mesi le lacrime pungono ancora gli occhi.
    Grazie al cielo quello che ci sta succedendo ci ha unito ancora di più ma ogni giorno quando vedo passare una carrozzina o vedo un pancione penso "Perchè noi no?" E penso che la prossima volta andrà bene. Deve andare bene. Vi abbraccio perchè siete davvero forti. :) Caterina

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  16. Ciao Anna, il tuo dolore mil colpisce profondamente. Esco dal mio consueto silenzio solo per parlare del problema di una mia amica, anche lei poliabortiva. Le hanno scoperto una insulinoresistenza e una temperatura dell'utero bassa, entrambe cose che non facevano crescere il feto. So che hai fatto milioni di analisi...ma quello che so te lo scrivo lo stesso. Spero che tu possa presto vedere la luce.

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    1. ciao thequeenofsoul, benvenuta qui.
      sono passata da te, ti leggerò.
      dunque, insulinoresisteza e temperatura utero dici eh?
      ho il sospetto che per la prima qualcosa devo aver fatto ma non ricordo il nome delle analisi, ma è una parola che a me giunge nuova, quindi indago.
      Per temperatura dell'utero non ho idea di cosa si tratti nè di come sia possibile rendersene conto.
      Se ne sai qualcosa in più, mi piacerebbe sapere...
      apprezzo molto che mi postiate delle ipotesi non chiedendomi sempre di gettare la spugna e passare ad altro. Vale anche per l'apporto di ieri sera di Biullina, che non sembrava,ma ho apprezzato molto.

      grazie.
      attendo altre notizie

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    2. Per quel che mi ha detto, ha un problema al metabolismo per cui deve stare sempre a dieta, il ciclo corto e la temperatura basale bassa. Le ho scritto, appena mi risponderà potrò essere precisa. Magari una di noi potesse portati sulla strada giusta...io nonti direimai di arrenderti.

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    3. cara, mi sto informando attentamente sull'insulinoresistenza.
      non misuro la temperatura basale da quando ho smesso i tentativi mirati e sono passata alla pma, ma ho interi quaderni con i grafici. La mia non è alta, quando sono incinta arriva ai 37.2/37.3, non di più, ma non so se è normale.
      il tuo spunto è molto molto importante.

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  17. anna :-(

    su questo la vediamo molto diversamente.... per me cio' che era rimasto dentro era solo "l'involucro", e non vedevo l'ora che me lo togliessero :-/
    quello che consideravo "il figlio" se ne era gia' andato, a depositarsi nel mio cuore, a preparare la strada per cio' che sarebbe venuto dopo.

    capisco che tu hai un punto di vista diverso, e lo rispetto, e che la tua sofferenza e' molto grande.

    ti mando un grande abbraccio e mi auguro che questo vostro figlio possa ora aiutarvi a capire qualcosa per il futuro.

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    1. MArica, ho provato il tuo sentimento la prima volta che mi è successo.
      Identico.
      Dopo sei aborti la tua visione cambia.
      Vedi tuo figlio ovunque e hai bisogno di credere che è con te fino alla fine...

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  18. E una madre surrogata? Vi siete mai informati?

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    1. ciao Igraine.
      cosa intendi per madre surrogata?
      utero in affitto?
      in Europa non esiste questa possibilità. Parliamo di Stati Uniti.
      Impossibile.
      E' un percorso lunghissimo e per persone con molti molti molti soldi.
      E non siamo noi.
      Noi non potremo permetterci nemmeno l'eterologa, figurati.
      In ogni caso, e queste sono info che dò in generale se a qualcuno interessa, non è il ns caso.
      Non è il mio utero che non va.
      Eventualmente non vanno i ns ovociti, quindi che crescano dentro di me o nella pancia di un'altra donna, le cose non cambierebbero.
      grazie cmq,
      è sempre bene che si parli cmq di qualsiasi alternativa possibile.

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  19. Annina dolce io continuo ad esserci, ad ascoltare il tuo dolore, a tenerti forte la mano. Credo anche io in lui, nel tuo cavaliere e prego a modo mio che il suo passaggio dentro te vi porti risposte e una nuova speranza. Ora è un angioletto tra gli angeli...tesoro...

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    1. nina, non avere paura...lo so che ne hai.
      le ns storie sono diverse.
      io rappresento, parole del mio dottore, l'1% dei casi di abortività. Questo non consola me ma dovrebbe rassicurare te.
      sei seguita, hai fatto tutti gli esami. Cerca di avere fiducia nei medici che ti seguono. Il tuo piccolo è in buone mani e in una buona pancia.
      andrà tutto bene.
      lo so che ci sei.
      in silenzio ci sono anche io.
      ma non so darti nulla ora, perchè non riesco a gestirmi, non riesco a contenere questo dolore. Passerà e tornerò anche da te.

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  20. Ciao Anna,
    ho letto che alcune persone che avevano problemi di compatibilità seme/ovocita (la faccio semplice perché non sono una super esperta) e per questo perdevano spesso i figli, sono riusciti con l'utero in affitto. Negli Usa ma anche altrove, in India etc.. Certo immagino sia costoso (anche se non dappertutto allo stesso modo) e soprattutto, eticamente e psicologicamente pone non pochi problemi. E in Italia non c'è, ahimè...
    Ti bacio.

    Igraine sloggata

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    1. sì Igraine,
      è quello di cui ti ho parlato precedentemente in un altro commento.

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  21. Ecco, visto ora questo: http://inchieste.repubblica.it/it/repubblica/rep-it/2012/12/10/news/e_s_terologa_professione_intermediario-48476337/?inchiesta=/it/repubblica/rep-it/2012/12/11/news/provetta_selvaggia-48523095/ ma non l'ho letto. Magari può essere utile. Vorrei che tu fossi felice!
    Igraine sloggata

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    Risposte
    1. cioè, intendi eterologa?
      ecco, questo eventualmente è la soluzione che ci viene prospettata che è, rispetto alla maternità surrogata di cui parli, l'alternativa vera ad un problema di qualità degli embrioni.
      La questione è che noi, prima di passare all'eterologa, vogliamo capire se realmente non abbiamo più futuro con i nostri ovociti e spermatozoi.
      Per questo stiamo vagliando varie ipotesi...
      presto vi aggiorno.
      grazie Igraine.

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  22. Il tuo dolore è un posto in cui non sono mai stato. Per cui resto qui, ad ascoltarti, in silenzio. In attesa di poter condividere ricordi di posti visti da entrambi in momenti diversi.

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    Risposte
    1. benvenuto stratobabbo, io ti seguo e attendo ricordi felici.

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  23. Continuo a ritornare a leggerti e non so cosa dirti, come aiutarti. Il tuo racconto mi riporta ad un dolore lontano, custodito dentro. Purtroppo posso solo stringerti forte forte.

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    1. monica, mi dispiace tanto...lo so che il mio dolore è quello di tante donne, e vorrei non rinnovarlo.
      ti abbraccio

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  24. Cara,

    ho letto delle belle testimonianze su Guardian online (per me il quotidiano inglese al top in assoluto) di persone timorose sull'eterologa ma poi felicissime. Comunque sia Nicole Kidman che SJParker hanno usato la madre surrogata, pare, con i propri ovuli + seme. Tu dici che l'incompatibilità si verificherebbe comunque? Secondo me no. Prova a informarti.

    Bacio, Igraine

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  25. Come questa, te la segnalo anche se non l'ho letta http://www.guardian.co.uk/society/2012/dec/13/egg-donation-donor-recipient-experience

    Baci Igraine

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  26. Igraine ti ringrazio x le ricerche ma noi nn possiamo proprio andare negli stati uniti x affrontare un percorso lungo e oneroso come quello della madre surrogata
    Rimango dell' opinione cmq che se esiste un' incompatibilità genetica dei ns gameti nn cambierebbe le cose un utero diverso dal mio. altra cosa é l‘eterologa che prenderemo in considerazione ve lo prometti, se no sembro razzista, ma nn ora. lo faremo se le ns ricerche nn porteranno da nessuna parte. grazie ingraine

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  27. Che dire? Sono capitata nel tuo blog per caso...o meglio mi ha attratto il tuon nickname. Non ho mai onosciuto il tuo dolore e di fronte alle tue parole quasi me ne vergogno un pò. Per codardia, 16 mesi fa ho rifiutato di fare l'amniocentesi. avevo paura di dover stare difronte ad una scelta abortiva. Forse avevo un sentore....non avrei mai voluto scegliere per la vita o la morte di mio figlio, ho sempre pensato che se avessi optato per l'aborto non mi saei mai ripresa. Sedici mesi fa è nato Mattia il mio meraviglioso bimbo con SINDROME DI DOWN che ha ispirato il mio blog. E' dura ma so che per svariati motivi sono una miracolata. Ti abbraccio

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  28. Proprio il 10 hanno fatto il raschiamento a mia sorella, era di 19 settimane.
    Anche io sono una poliabortiva, il fatto che sia successo ora anche a mia sorella (prima gravidanza) mi fa pensare che ci sia qualcosa di genetico.
    I suoi test erano tutti normali, i miei erano un po' sballati quando si trattava della sindrome degli anticardiofosfolipidi, non pero' ad un livello allarmante.
    La mia quinta gravidanza e' stata trattata come se avessi avuto quella sindrome e sono riuscita a portarla avanti per un buon periodo, dopo la settimana 24 sono sorte delle complicazioni e hanno dovuto far nascere il bambino. Ha qualche problema ma nel complesso sta bene. Probabilmente ti avranno testata anche per questa sindrome, ma io guarderei i livelli dell'anticardiolipina, i miei erano solo borderline.
    Ho letto che qualcuno ti parlava dell'insulino resistenza, una mia cara amica ha quel problema, e' stata seguita e ora e' mamma di tre bambini.
    Purtroppo capisco quello che hai provato, so che non ti arrenderai, nemmeno io l'ho fatto. Ti mando un abbraccio virtuale.

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    1. ciao.
      benvenuta, non so il tuo nome.
      ho sempre molto piacere a scambiarmi con chi ha vissuto la stessa esperienza perchè parliamo la stessa lingua. Naturalmente i livelli di cardiolipina sono stati la prima cosa che mi hanno fatto fare, ma non ricordo i valori, ora controllo....

      ok.
      dimmi tu che forse sei più esperta...
      anticardiolipina IgG <6.3 (rif. <20 GPL)
      anticardiolipina IgM <6.3 (rif. <20 MPL)

      cmq, se non ricordo male parliamo sempre di coagulazione del sangue.
      Il mio trattamento in gravidanza è cardioaspirin+clexane 4000, la cardioaspirin l'ho presa anche nei mesi precedenti la gravidanza, ma per questa purtroppo ho dovuto interromperla per via di un ematoma gigante che mi sono ritrovata sulla pancia...
      che terapia adotti tu?

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    2. sulla questione ereditarietà purtroppo non posso rispondere perchè pur avendo io molti fratelli solo una ha avuto una bambina mentre gli altri non ci stanno nemmeno provando. Da parte di mio marito un solo fratello ma zero figli, ma non perchè non arrivano ma perchè non li cercano.
      Da parte dei ns genitori invece possiamo affermare con sicurezza che non c'è storia abortiva mentre c'è affollamento generazionale notevole visto che ognuno di loro proviene da famiglie di 4/5 figli! (me compresa, visto che mia mamma ha avuto 5 figli) ! O__O

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    3. Il mio livello di anticardiolipina era 19, quindi non superavo il livello ma c'ero quasi. La tua omocisteina e' nella norma? Come terapia in gravidanza ho fatto solo il Clexane perche' sono allergica all'aspirina.
      Cercavo un tuo indirizzo email, preferirei parlarti in privato.

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    4. omocisteina 10.7 mi pare che il limite sia 12. è alta secondo te?
      ma per questa ultima gravidanza ho aggiunto anche un integratore che serve proprio per l'omocisteina. conosci?

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    5. scrivimi, l'indirizzo è in alto, a sinistra, ultima scheda "scrivimi"

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  29. Mi dispiace tantissimo per la tua storia...in mezz'ora ho letto un bel po' di post e ho deciso di commentare qui , perchè anche io alla mia prima gravidanza ho avuto un aborto...è stata la mia prima gravidanza, la mia prima esperienza ginecologica, il mio primo raschiamento...solo che me lo hanno dovuto fare SENZA ANESTESIA! così a crudo! perchè avevo un'emorragia in corso, perchè rischiavo il collasso...e perchè (ho scoperto dopo) avevo un tumore legato alla placenta...insomma è stato devastante...e credimi ho sofferto di più due ore prima quando, con le contrazioni, ho espulso mio figlio, che a soli 2 mesi e mezzo di gestazione era già completamente formato! Mancavano solo le orecchie...ed era un maschietto... Questa è stata la mia prima esperienza, e non ti dico la depressione in cui stavo cadendo... Ora sono mamma di due bambini, e inorridisco di fronte a quelle mamme gettano i loro figli nel gabinetto...chi ha pane non ha i denti, è proprio vero :(.... Però ti posso fare una domanda? Se arriverai a fare l'ovodonazione, perchè invece non optato per l'adozione? Hai mai pensato che forse sei su questa terra per questo motivo? Per dare amore ad un bambino che geneticamente non è vostro, ma che con il vostro amore lo sarà certamente?
    Perdonami se ti faccio questa domanda che magari urterà anche la tua sensibilità, anche perchè è l'ultima cosa che voglio fare, perchè davvero mi hai commossa nei tuoi post... e vi auguro di arrivare a sentire presto la pace nel vostro cuore.

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    1. ciao Simona.
      La tua storia è l'ennesima storia di dolore che approda su questo blog.
      Mi dispiace infinitamente per quello che hai passato, fisicamente ed emotivamente.
      Se sei per la prima volta qui, mi fa piacere se leggerai,oltre al dolore, anche la forza e l'amore che metto per portare qui i miei figli.
      Rispondo alla tua domanda sull'adozione.
      Premesso che noi ancora non abbiamo metabolizzato il concetto di ovodonazione.
      E ritengo sia troppo presto ora per farlo.
      In fondo il nostro è un purgatorio di incertezze, potrebbe andare bene, come potrebbe andare male. Finora è andata male, ma nessuno ci sta dicendo che sarà sempre così.
      Perchè?
      Perchè siamo dei SINE CAUSA, e questo, te lo assicuro, è il non-motivo che più di tutto ci fa soffrire e piangere.
      Ora, davvero, ogni discorso, che esula dal riuscire a capire cosa è che fa morire i ns bambini, è prematuro, emotivamente parlando.
      E in questo, rientra in parte anche l'adozione.
      solo in parte però.
      Non ci sentiamo affatto pronti per l'adozione.
      O meglio, forse crediamo di non esserlo.
      Perchè un figlio si adotta non per esigenza del genitore, ma per esigenza del bambino, e sarebbe ipocrita ammettere che non è così.
      Inoltre, in questo momento delicatissimo, non siamo pronti a mettere sotto la lente di ingrandimento il nostro concetto di coppia, per far giudicare ad altri, se noi due siamo idonei a diventare genitori.
      Questo ci sembra innaturale, ma d'altra parte capiamo, che non è possibile fare diversamente, proprio per il bene di un potenziale bambino adottivo.
      E' una considerazione egoista?
      Probabilmente.
      Mi chiedo però se egoista non è cmq voler diventare genitori, in fondo, il futuro figlio, non chiede di venire al mondo. Arriva per desiderio dei futuri genitori.

      Noi siamo addolorati perchè combattiamo per portare alla vita i nostri figli e non ci riusciamo. Riteniamo che una possibilità di vita debba essere data anche a loro, e in questo andiamo evidentemente contro natura di nuovo, ma questa è la nostra attuale condizione, e io sono fermamente convinta che invece sia questo il nostro compito su questa terra.

      Non per ultimo, le condizioni che portano ad avere un'idoneità di adozione sono molteplici, al di là di quelle psicologiche di cui ho parlato.
      Prime fra tutti quelle economiche, che sono fondamentali, e noi, non siamo idonei anche per questo.
      Purtroppo.

      grazie simona di essere passata, spero di averti risposto, un abbraccio

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    2. Vi ammiro tantissimo!!!Hai quella forza che sicuramente in pochissimi hanno!! Tornerò con molto piacere sul vostro blog, perchè lo trovo ricco di sentimento.
      Un abbraccio anche a te!

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  30. arrivo tardi su questo post, ma commento perchè mi arriva come un pugno allo stomaco. finalmente qualcuno descrive quello che ho sentito quel giorno, quello che sento dentro di me ancora oggi..
    Ho provato qualche mese fa questo dolore. È come dici tu, il mio dolore stava soprattutto nel fatto che dopo l’intervento la testa e il corpo fossero asincroni. La testa era avanti, il mio corpo si chiedeva cosa fosse successo, perché. Ho aspettato quanto più potevo per evitare un raschiamento, ma abbiamo scoperto che mio figlio aveva smesso di vivere quasi un mese prima.
    Non si poteva più aspettare.. la ginecologa mi ha lasciato altre 12 ore per un “atteggiamento di condotta” che in realtà aveva il sapore di una bugia.. sapevamo già tutti che avremmo dovuto intervenire, mio marito ci ha tolti dall'impiccio e mi ha detto dolcemente "non si può più aspettare.."
    E io non riuscivo ad accettare soprattutto che volessero staccarmi mio figlio con forza, raschiandolo (a volte penso se non esista una commissione etica anche per i nomi che vengono dati agli interventi).
    Mio figlio, morto oramai 30 giorni prima, non se ne voleva andare da me, voleva restare con me.. e loro me lo volevano togliere, a forza.
    Anche nel mio caso sono stati tutti gentilissimi, premurosi, umani senza cadere nel melenso o in frasi di circostanza.
    Ho pianto da quando ho messo il camice di carta a quando l’anestesia mi ha detto “tra poco non sentirai più niente..”. Continuavo a dire “non toglietemi mio figlio, vuole stare con me..”
    Ho pianto per mesi, imparando anche a trattenere le lacrime per poi esplodere in macchina, da sola, con singhiozzi disumani.
    Mi avevano tolto a forza mio figlio. Lui non voleva, io non volevo.
    Mio figlio era morto e io non ero lì a tenergli la mano. Continuo a pensare questo, che era solo. Avrà avuto paura, avrà avuto freddo, io non ero lì con lui.
    Voleva stare con me e me l’hanno tolto a forza.
    Da poco ho scoperto di essere nuovamente incinta. Vivo ogni giorno con l’ansia, perché così come te avevo sentito già da prima che mio figlio non c’era più, il giorno che hanno constatato l'aborto ero andata in ospedale con una scusa, non c’era un vero motivo o una visita programmata. Ma io dentro di me sentivo che mio figlio non c'era più e ho lamentato delle finte perdite per poter fare una visita senza passare per una pazza paranoica.
    Ed oggi ho il terrore di risentire quella vocina dentro di me, che per me è l’istinto di mamma, che mi possa dire che tutto si è fermato di nuovo.. e ho paura che possa succedere anche più avanti nella gravidanza, ho paura che da un giorno all’altro i calcetti si possano fermare.
    Mi chiedo se questo dolore potrà essere mai lenito, se questa paura che sento mi si scollerà di dosso, non sarei in grado di riaffrontare tutto..
    Sei nei miei pensieri, insieme al mio ed ai tuoi bimbi.
    Elena

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  31. ciao Elena.
    Mi fa fatica tornare qui, non lo nego.
    Credo che questa sia la pagina più straziante e dolorosa che io abbia mai scritto in tutta la mia vita, nonchè il dolore più grande e lacerante.
    Ho fatto fatica a rileggermi e ho fatto fatica a leggere te.
    Sono passati due anni e mezzo e ciò che mi è accaduto risuona oggi ancora nel mio utero, che proprio in questo istante accoglie tre embrioni appena ieri trasferiti dopo una icsi. Non so come andrà. Non so se Dio, la Natura, la Scienza, mi daranno ancora la possibilità di sentire la vita in me. Sono con me da 24 ore e io mi sento già grata.
    Accolgo questo pezzettino di grazia ora, cercando di farne buon uso e tu dovresti fare altrettanto, e sono certa che lo fai, non imponendoti di dimenticare tuo figlio. Non si può dimenticare e nessuno deve chiedertelo.
    L'aver accettato di accogliere una nuova vita ti dà la misura di quanto tu sia disposta ad onorare la vita di tuo figlio che non c'è più.
    Pensa a questo.

    Io lo faccio.
    Ogni mese da allora.
    Chiamo a gran voce la vita per permettere a quelle vite che mi sono appartenute e che non sono più, di esistere.

    un abbraccio e grazie per essere qui.

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    1. mi dispiace per il pessimo tempismo del mio commento, che si rivela quantomai inopportuno..
      non so se sei credente, io lo sono e sei nelle mie preghiere insieme ai tuoi tre splendidi embrioncini.
      ti seguo e faccio il tifo per voi
      .. e per noi..: oggi la nausea è sparita all'improvviso, sono in un vortice di paranoie e di pensieri poco edificanti.. la mia ginecologa è disponibile appena domani e vado a fare una visita.
      vi abbraccio a mia volta
      Elena

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    2. Elena, non preoccuparti! Ci faccio i conti con il mio passato...

      In bocca al lupo a te! Tienimi aggiornata mi raccomando!

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    3. sono di ritorno adesso dal pronto soccorso, avevo tachicardia e giramenti di testa dalla tensione e ho deciso che stare così avrebbe comunque fatto male al bimbo.
      il mio fagiolino/a sta benissimo, 9.2 mm di amore con un cuore che batte all'impazzata.
      ho pianto dalla felicità come non mi succedeva da anni.
      e adesso posso concentrarmi per tenere d'occhio voi 4!
      Elena

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grazie per essere qui.