mercoledì 8 aprile 2015

Fin qui.


"Ricorda tutti inciampiamo, a tutti capita di cadere.
Questo è uno dei motivi per camminare mano nella mano con qualcuno"

Emily Kimbrough


Ieri no.
Oggi si.

Inutile dire che i sintomi mi perseguitano ma non posso fare niente per evitarli.
Non posso distrarmi, perchè per farlo solitamente io metto sottosopra la casa, lavoro a manetta andando a prendere le misure dell'appartamento che devo ristrutturare, progetto, disegno, stiro, faccio lavatrici, cambio l'arredamento al salotto, attacco quadri, faccio yoga, macino km in automobile, macino km a piedi nei centri commerciali comprando cazzate, faccio passeggiate con Hope, mi metto lo smalto rosso alle unghie.
Di tutte queste cose, posso fare solo l'ultima, e considerando che passo le giornate a casa tra il divano e le sedie in tuta da ginnastica, non val la pena nemmeno mettersi lo smalto alle unghie.
Non posso fare nemmeno yoga, me lo hanno vietato. Figurarsi il kundalini che parte da là sotto.

Penso a cosa mangiare.
Il cibo è diventato un'ossessione, ma la dieta iperproteica imposta dai dottori, signori miei, è peggio di ogni incubo.
Ho circa un attacco di fame al giorno e mi viene da piangere, perchè odio le proteine.
Sto reintegrando pian pianino qualche carboidrato, oggi per esempio ho mangiato due fette biscottate e mi è sembrato di vedere la Vergine Maria.
Voi non avete idea di cosa succede all'organismo che viene privato degli zuccheri, appena glieli ridai, se li succhia come fosse una droga. E infatti ora mi sento una drogata.
Mi sto ciucciando pezzettini di cioccolata  di un uovo pasquale senza zucchero da domenica, che mi ha regalato la collega mossa a pietà, che io manco sapevo esistessero.
Detto questo, il peggio è passato.
Serviva di far circolare corpi chetonici ad un certo punto e 'sti corpi hanno circolato, me ne sono accorta dal saporaccio che avevo in bocca la mattina appena alzata.
Presente l'acetone dei bambini?
Quello.

Per la dieta iperproteica ringrazio pubblicamente Amelia, di cui pubblicherò la storia prossimamente, la conclusione della sua bellissima Happy Pill chiamata Simone e la sua tenacia e il suo coraggio dopo aver provato la paura vera, quella di non poter essere più qui a raccontarmi come poi sono andate le cose.

Qui la cito come esempio di altruismo.
Cosa importava a lei di starmi a tenere la mano tutti i giorni da quando questo nuovo tentativo è iniziato? I suoi consigli sono stati sin qui preziosi perchè io vagavo con sguardo assente e non sapevo come e cosa fare. Sarà che la stimolazione a me fa questo effetto. Mi svuota la testa.
Era successo anche l'altra volta.

Stavolta ci sono volute dieci punture di meropur per produrre otto follicoli a destra e sei a sinistra.
Una stimolazione blanda, mi avevano detto, pensa te quando passeremo a quella pesante.
Io produco, come la gallina dalle uova d'oro, su questo non ci sono dubbi.
E poi sei flebo di intralypid. Due per azzerare la mia embriotossicità e quattro per mantenere a zero i valori.
E poi una puntura di Gonasi libera-follicoli, e ogni giorno, quelle di eparina.
Tre prelievi di estradiolo e LH, uno per TSH.
Da una settimana le mie vene riposano, la destra ha collassato credo definitivamente, e so per certo che ci vorranno almeno sei mesi per ripararla. Spero la sinistra non mi tradisca nel frattempo.
Prima che vi eccitiate troppo, visto la dovizia di particolari, non c'è stato nessun prelievo di ovociti, nè quindi transfer emozionanti.
Prima che vi intristiate, vi dico subito che è stata una scelta dall'inizio del centro di infertilità e noi con loro.
Ovvero, visto il mio passato particolarmente prolifico e credendo profondamente che il problema non sta negli ovuli e il loro numero, bensì nel mio utero ostile e nel mio sangue tossico, ciò che ci è stato proposto è stata una stimolazione blanda per rapporti mirati.
Ovvero il purgatorio della PMA.
Io non lo sapevo, ora ho fatto anche questa esperienza.
Cioè l'ante operam (scusate deviazioni professionali da architetto) è identico al processo di PMA, il post operam nettamente e coraggiosamente diverso. Ovvero se si è concepito, ciò non è avvenuto in provetta ma come ci hanno sempre detto di fare finora. Solo con l'ora, il minuto, il secondo spaccato netto a conoscenza, la testa vuota dalla stimolazione, le braccia bucate, le ecografie attive, zero eccitazione, molta ansia da prestazione, compiti fatti alla perfezione.
Roba che l'ultima volta che ci è stato detto come e dove e quando e se, abbiamo concepito la nostra GEU, la Bea, il nostro capolavoro. Visto mai.
Visto mai no.
Perchè il culo di concepire così, ma di chi è? Certo non il nostro.
Ma dovevamo tentare.
Se non andrà si passerà alla PMA quella vera, come se fino ad oggi non avessimo fatto seriamente tutto.
E' che ci si crede talmente tanto in questa embriotossicità che dovevamo tentare.
Poi "signora, vista l'età, faremo una fivet casomai", che visto come e quanto produco non è che mi suona tanto logico, ma capisco, e approvo.

Quindi, signori e signore, siam qui, e tra pochi giorni compirò gli anni brindando con le beta, che se saranno negative, mi concederanno se non altro una pizza e una birra per esorcizzare i miei quarantuno arrivati zitti zitti.
Cosa c'è di diverso stavolta?
La mia forza.
Le mie riserve.
Il mio bisogno di condividere, sempre, comunque, perchè io ho ricevuto tantissimo dagli altri, tantissimo.
Mi è stato anche tolto molto, ma mi è stato tolto da chi non è in grado di capire.
Mi piace citare chi mi è accanto perchè sono persone che hanno vissuto intensamente sin qui.
Ogni tanto citerò qualcuno, come Amelia stasera, perchè la mia gratitudine è grande e perchè l'altruismo è un sentimento di cui mai mi stancherò e che mi insegna tanto. Ogni giorno.

Non smetterò di citare Filippo, che ora è sul mio comodino e il cui LEGO stringo tra le mani ogni volta che ho paura. Lui e la sua mamma più di tutto, sopra a tutto, che ho abbracciato forte due domeniche fa, per la grande lezione di altruismo ricevuta.
Perchè, quando si chiede Perchè non so niente più di te? non è sempre per mettere il proprio IO davanti,  semplicemente si è preoccupati. Voler bene vuol dire preoccuparsi dell'altro, e tendere la propria mano, vuol dire, appoggiati qui se non ce la fai a camminare, non vuol dire altro.
Non c'è altro, è molto più semplice.

C'è una conversazione che facciamo spesso con mio marito e parla di quando un giorno, se arriverà uno dei nostri figli, faremo una grande festa di benvenuto, alla quale festa parteciperanno tutte le persone che ci hanno teso quella mano.
E poi insieme rideremo.


7 commenti:

  1. Quello che mi viene in mente, il primo pensiero è: quanta strade portano a un bimbo, quante, questa PMA a metà, scusa mi viene da chiamarla così, proprio non la conoscevo. E poi il pensiero sulle mani tese, sul condividere, sul tuo verissimo E' molto + semplice, già. Spero di esserci a quella festa, perché ci sarà. Un bacione sandra e emanuele milano

    RispondiElimina
  2. Ho letto tutto d'un fiato...e con il visto sospeso aspetto..
    Eleonora

    RispondiElimina
  3. Fiato sospeso...(Eleonora)

    RispondiElimina
  4. Oh!! Oggi non so cosa dire, sono felice ma ansiosa. Speranzosa ma cauta. Sorridente e qui a leggerti!

    RispondiElimina
  5. Con il fiato sospeso ho letto questo blog e così resterò aspettando notizie e tifando per te, soprattutto augurandoti che comunque vada continui a vivere in te questa forza !
    un abbraccio

    RispondiElimina
  6. Bene, benissimo, in abbraccio!!

    RispondiElimina
  7. Aspetto notizie.....pregando perché vada bene!

    RispondiElimina

grazie per essere qui.