martedì 11 settembre 2012

E' tempo


Genitore non è solo colui
che stringe un figlio tra le 
braccia; genitore è anche
chi un tempo ha atteso un
figlio che adesso abita il 
suo cuore. (C. Ravaldi)

E' una lunga giornata questa, come lunghe sono le ore che corrono sull'orlo del mio cuore, ultimamente.

Sento perdere un battito ogni tanto e poi un brivido attraversarmi.
Oggi è nata Aurora.
Aurora nasce dopo quattro suoi fratellini che non sono mai nati.
Noi e loro abbiamo avuto la stessa storia.
Noi siamo amici.
Negli ultimi tempi lui si è ritrovato spesso a parlare con noi di ciò che significa per loro questa figlia, di cosa significa dopo tutto quel dolore, dopo  i raschiamenti, gli ospedali, le analisi, le medicine, la paura, oh la paura sottile che non ti abbandona mai, e gli abbracci che ci hanno scaldato alla mezzanotte di questo capodanno, come per dire che noi si, noi possiamo capire, noi ci siamo passati.
Noi.
Aurora è un'altra storia di Bolle ma lei non lo sa. I loro genitori nemmeno. 
Ma certe cose non c'è bisogno di raccontarsele.

E' una lunga giornata questa, e si conclude con un pacchettino, arrivato e atteso da tanto.
Finalmente le farfalle di Ciao Lapo si sono posate nella nostra casa, e così il libro e la sottoscrizione.

kit socio iscrizione a Ciao Lapo Onlus


Ho il cuore stretto, le dita che tremano e questo vuoto nella pancia.
Tutto a posto là dentro.
Dice il dottore, mentre finisce di togliere tutti i tubi e i tubicini da là dentro.
Sonoisterografia dell'utero. Ormai queste parole non mi fanno più paura.
Rido durante l'esame. Faccio le facce buffe e l'occhietto all'assistente, dicendole sottovoce: "quanto odio questi dottori!" e lei mi dice "anch'io!" ridendo. 
E il dottore glissa alzando gli occhi alla nostra complicità.
Tutto a posto là dentro.
Come se quel vuoto potesse mai colmarsi perchè il mio endometrio è bello e il mio ovaio proliferativo.
"Ce la faccio dott? Ce la posso fare?"
Mi dice che è il massimo che posso fare. Di parlarmi, non come fossi sua moglie, ma come fosse me stessa.
Il che non so quanto gli possa convenire, ma comunque, fermiamoci al significato intrinseco dell'incoraggiamento stesso.
Si comincia.
Il 21° giorno di questo ciclo, mi sparo la prima puntura di soppressione.
Nel frattempo, avendo compreso che saranno punture sottocutanee e quindi, teoricamente, sarei in grado di farle da sola (che ormai l'allenamento fatto con l'eparina a noi ci fa un baffo), stasera abbiamo prenotato un we alle terme, da fare rigorosamente esattamente prima dell'inizio della stimolazione, che mi porterà via, immagino, la voglia di gironzolare, come se niente fosse, per l'Italia. Facendo finta che io sia come una donna qualsiasi, con desideri normali, facendo finta di non essere una nullipara senza figli.
Chiamiamola pausa.
e va bene.

Pensavo che in tutto questo tempo non ho fatto altro che concentrarmi su me stessa. Sulla prevedibilità delle mie reazioni, tesa a cercare di ricominciare, fedele alla mia promessa che ce l'avrei fatta, concentrata su dieta, salute, analisi da fare, riacquisizione dei poteri magici.
Per la quarta volta dall'operazione, la mia ovulazione avviene a sinistra, dove la tuba non c'è più.
L'ennesima prova tangibile, nero su bianco, il nero del monitor dell'ecografo, che la mia fertilità non c'è più.
Via, tagliata via insieme alle mie speranze. E poi la consapevolezza, che ora, più di prima, questa scelta, La Scelta, sia per noi l'unico modo per far tornare i nostri angeli e spiegare poi loro, come sono arrivati qui:
all'origine fuori della mia pancia e poi dentro, nella fusione con il mio corpo. E poi fuori ancora, alla luce.
Mi sono concentrata su me stessa e ho perso quel dialogo d'amore che in questi anni mi ha legato a mio figlio con un filo sottile che solo noi riusciamo a vedere.
Ho avuto paura di parlarti.
Ho avuto paura di pensare e sperare ancora
Ho avuto paura di fare finta che quel sottile filo di amore non c'era più.
Improvvisamente oggi me ne sono resa conto, mentre guidavo, mentre il pensiero di Aurora venuta al mondo, mi faceva scendere due lacrime giganti.
Per troppo tempo ho pianto il mio fallimento, e ho dimenticato te.
Non sono io il centro di tutto questo.
Ci sono io, c'è lui, ci sei te.
Non voglio rinunciare all'amore.
Tornerai, non so ancora come, ma tornerai da me.
Io imparerò di nuovo ad accarezzare la mia pancia, nel tentativo di tenerti stretto.
Avrò fiducia in te e nel futuro.
Questo è il tempo.
Ed io l'ho atteso.
Ora è arrivato.




12 commenti:

  1. Cara, ti penso tanto, lo sai, e in questo periodo anche di più. Mi sembra che siamo su due binari che corrono paralleli, spero che alla fine della corsa ci prenderemo per mano felici. Prima di accendere la locomotiva, però, fai benissimo a regalarti un po' di terme, per me sono state provvidenziali! ti abbraccio, francesca

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  2. Anna, fai vibrare come una corda di violino e le tue noti, dolci e struggenti, cantano un dolore atavico. Cara, carissima Annina, quante emozioni, quanta strada percoorso, quanto è colmo il tuo cuore e vuoto allo stesso tempo. Devi essere tanto fiera di te stessa, stai facendo delle cose grandi. E' un altro inizio, un'altra fase, un alto tempo.
    Incorcio le dita per te e prego. Ti penso.
    Raffaella

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  3. Benvenuta Aurora, un nome davvero appropriato... le mando un pensiero speciale...
    Accogliamo il tempo che arrivato... Ti abbraccio.

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  4. Non poteva essere che settembre questo nuovo inizio... Sento nell'aria tanti cambiamenti cara amica, e tu sei sempre al mio fianco che trotterelli verso il domani. Ti stringo forte.

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  5. .....dimenticavo.....benvenuta Aurora, un nome che porta con se' un nuovo mondo.

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  6. sono felice di leggerti così
    sono felice di questo nuovo inizio
    e di Aurora
    sono felice che "lì dentro" vada tutto bene
    speranza, Hope, ricomincia da qui
    il cambiamento
    un abbraccio speciale

    Adelia

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  7. Un caloroso benvenuto ad Aurora. Hai fatto benissimo a prenotare il weekend rilassante prima della stimolazione. La prima puntura, quella di soppressione, quella che ti prepara... lentamente, scandendo il tempo, i giorni. Col pensiero sono con te, sempre.

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  8. Piango come una bambina.
    Anzi no... piango come una donna.
    Come una donna che SENTE ogni singola parola di quelle da te scritte
    come se fossero state scritte per lei...
    Sono felice di leggere la tua nuova Fiducia, la tua Forza, la tua Speranza.
    E' bello sentirti così.
    Il tuo corpo sta bene, per fortuna, e questo è importantissimo.
    Ora, buonissimo weekend pre-tutto e un abbraccio immenso.
    Ti penso sempre e sempre con te e per te spero!

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  9. Bellissima foto Anna..non ho tempo di leggere tutto il post, forse domani perdonami, ma la tua foto mi ha fatto ricordare quando in un momento di sconforto ..al Tin io e marito e piccola eravamo con le mani unite vicine come le vostre.. Tutto cambia sempre..basta crederci.Notte.

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  10. Anch'io come Ila. Mi è venuto da piangere tanto e sono contenta che il tempo sia arrivato. Ti penso sempre anch'io. In silenzio ci sono.

    Benevenuta Aurora.

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  11. Sono con te Anna. Un abbraccio

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  12. Mi commuovo anch'io leggendo queste parole così forti, così intense e piene di te...ma anche di me... sì perché quello che sentiamo aspettando i nostri bambini ci tiene indissolubilmente legate!!
    è arrivato il tempo e io ti penso e ti sono vicina!!... in attesa della tua "aurora"!!!
    Intanto benvenuta Aurora, piccolo, GRANDE SOGNO!!
    Ti stringo con tutto il mio affetto!!

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grazie per essere qui.