mercoledì 11 luglio 2012

io, donna.

no,
non ho urlato.
Non è da me.
Non ho bisogno di urlare.
Il dolore è già uscito da altre parti.
L'ho guardato, contemplato, mi ci sono crogiolata.
Sono semplicemente vittima dei miei ormoni, perchè sono una donna.
E sono forte.
Ho coraggio.
Ho passato tante brutte cose.
Non sono più la mammoletta fragile che tutti pensavano io fossi.
Ho superato il dolore fisico, le preoccupazioni, la paura, oh la paura, quella che ancora rimane di tutta questa storia.
"C'è chi sta peggio", direbbe qualcuno. Ma io non posso sempre guardare chi soffre di più, perchè poi soffro di conseguenza. Devo cercare di preservare chi sono diventata grazie alle gravidanze, la ricerca, la sofferenza. Ho tanto cammino ancora da fare, tanto. Mi aspetta una lunga strada davanti.
Eppure ora mi sembra di camminare in pianura.
Per la prima volta la prospettiva della pma mi rimanda non ad una salita ma ad una lunghissima strada in pianura.
Ce la posso fare. Mi sto allenando. Ce la posso fare.
Il ciclo è arrivato.
In anticipo, ma lo sclero ormonale d'altra parte non poteva che far presagire questo, ormai inutile pure scriverlo quanto mi conosco, quanto conosco il mio corpo.
Ieri ho spostato montagne dalle 7 di mattina alle 23.30 della sera, con una forza che non credevo di avere
. E stanotte il ciclo è arrivato.
Sono una donna, una mamma speciale, me lo merito questo bambino porca miseria. E se fino ad oggi ho sempre detto che non era una questione di merito, oggi dico che non è così. Sono brava, sto facendo un bel cammino, questo bambino mi merita, io mi merito lui.
E vado avanti, con questa forza che non so di avere, vado avanti con la fronte sudata, i muscoli che fanno male, e sorrido,  perchè al mio bambino fanno bene i sorrisi. Lo so.

9 commenti:

  1. Si, sei brava, brava davvero. Continua così, i cammini speciali portano a bimbi speciali. Ne sono convinta.
    Raffaella

    RispondiElimina
  2. sei bravissima.
    vedi che è arrivato il ciclo?
    adesso si che puoi riprendere a camminare in pianura!
    un abbraccio
    Adelia

    RispondiElimina
  3. Certo che te lo meriti..il tuo corpo ha bisogno di positività, gente allegra, sorrisi, festa, anche la tua testa..via il malumore. Un bel sorriso risana, tante risate.Il mio motto era nelle peggior situazioni della mai vita..." alzati,asciugati le lacrime, bruciano le ginocchia, ma corri:-))" Vedrai anche tu raggiungerai il tuo miracolo..e te lo auguro quest'anno di riuscirci:-))..Un bacio Annetta.

    RispondiElimina
  4. Te lo meriti più di chiunque altra, solo per la forza con cui affronti tutto

    RispondiElimina
  5. Anna, il tempo delle lacrime prima o poi finisce, si ricomincia a vivere con sforzo, poi si ricomincia a sorridere, e le strade in pianura possono essere lunghe, ma si arriva sempre alla meta ;-)
    un abbraccio forte

    RispondiElimina
  6. si, proprio una grande donna!..

    RispondiElimina
  7. Brava, bravissima. Proprio cosi'. Ti cito, va' :)

    RispondiElimina
    Risposte
    1. grazie infinite a tutte per la comprensione.
      verranno tempi e post migliori e pieni di energia e speranza, speranza che sta tornando piano piano, ma sta tornando.
      grazie in particolare a Lucy per il post nel suo blog, mi hai commossa...

      Elimina

grazie per essere qui.