sabato 7 dicembre 2013

All'inizio

In quel tempo, l’angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nàzaret, a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, di nome Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. Entrando da lei, disse: «Rallègrati, piena di grazia: il Signore è con te».
A queste parole ella fu molto turbata e si domandava che senso avesse un saluto come questo. L’angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. Ed ecco, concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. Sarà grande e verrà chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine».
Allora Maria disse all’angelo: «Come avverrà questo, poiché non conosco uomo?». Le rispose l’angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te e la potenza dell’Altissimo ti coprirà con la sua ombra. Perciò colui che nascerà sarà santo e sarà chiamato Figlio di Dio. Ed ecco, Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia ha concepito anch’essa un figlio e questo è il sesto mese per lei, che era detta sterile: nulla è impossibile a Dio».
Allora Maria disse: «Ecco la serva del Signore: avvenga per me secondo la tua parola». E l’angelo si allontanò da lei.

Non ho molte parole da raccontare in questi giorni.
Vivo di ricordi purtroppo in questo momento, perchè certe date ti rimangono dentro e non è possibile più cancellarle.
 Esattamente un anno fa,  il piccolo cavaliere ed io,  venivamo divisi per sempre almeno fisicamente.
Non dimenticherò mai più quella giornata.
Ho letto e riletto quelle righe in questi giorni e rivissuto tutti quei momenti.
Non si vive nel passato ma non è possibile vivere solo facendo finta che certe cose non siano accadute.
Non sono nè triste nè addolorata, credo solo che sia giusto rivivere anche quel pezzo della mia vita.
Ho amato tanto quel figlio, e l'ho sentito così vicino, forse perchè risultato del mio primo tentativo di pma, forse perchè è stata la gravidanza più lunga, forse perchè era il figlio della Speranza dopo l'extrauterina.
E poi è stato il figlio che più mi ha dato dolore.
Perchè quella Speranza, me l'hanno tolta a colpi di razionalità.
L'hanno raschiata via, mentre raschiavano anche il mio utero.
E' stata la gravidanza più dolorosa, quella che più di tutto mi ha fatto impazzire.
Perchè con la Scienza non si scherza . Per la Scienza o è bianco o è nero, e dopo sei gravidanze non andate avanti, è solo nero. Razionalmente parlando.
Perchè l'unica spiegazione trovata (ma non provata) è che io produco embrioni geneticamente sbagliati, ovvero, in misura maggiore di quanto una donna normalmente ne produce.
Perchè diciamocela tutta, ogni donna produce cellule aneuploidi, quegli errori che sommati gli uni agli altri, provocano aborti nel primo trimestre, solitamente direttamente collegati all'aumentare dell'età della mamma.
Ma io di più.
Forse.

E così, un anno fa mi hanno tolto la speranza, quella a cui mi sono attaccata con tutte le mie forze nonostante tutto.
Questo ha significato per me cadere in un baratro.
Sei mesi dopo, esattamente sei mesi dopo, un'altra morte, quella di Carla, mi ha tolto il respiro e tutto è precipitato ancora.

Lo so che giro e rigiro sempre intorno alle stesse cose e a volte mi annoio da sola. E' che ci sono date, appunto, in cui tutto torna, e andare avanti occupando quel vuoto del cuore, non è facile per niente.
Allora metto qui questa lettura del Vangelo dell'8 dicembre, anche per chi non crede, perchè ad un occhio attento, è facile trovare in quelle righe la bellezza pura dell'istinto.
 La possibilità che può accadere l'impossibile. 
In un anno, da quel 7 dicembre 2012, ho imparato a riconoscere una realtà che prima non avevo preso in considerazione. Una realtà che non è fatta di spiegazioni scientifiche. Una verità che nasce da un focolaio che sembra, all'apparenza, spento, ma che invece, rinasce da ceneri di dolore.
Ho imparato a credere che mio figlio tornerà, non so come, ma lo farà, ed io lo riconoscerò tra tanti.

Per la Scienza non sarò mai madre.
Ne ho parlato a lungo in uno dei miei recenti incontri con il mio carodott.
Sentirselo dire in maniera categorica e oltre ogni contestazione, fa male come ricevere delle pugnalate ai fianchi.
Fare i conti con questo non è per niente una passeggiata, ed io ho imparato a convivere con tutto ciò da un anno ora.
Eppure, so che una cosa così grande, quella di concepire una vita, non è fatta solo di Scienza, è molto altro ancora.
Non c'è solo il pensiero razionale, c'è molto di più, quel di più che la Scienza non riesce a spiegarsi davanti ad una nascita che non doveva essere nascita. Il miracolo della Vita, per fortuna, è ancora sconosciuto a noi uomini. Perchè non fare proprio questo concetto allora, invece che disperarsi solo dietro alle sentenze dei medici che poco conoscono di tutto questo mistero?
Perchè ci limitiamo ad ascoltare solo quella parte di tutta la grande storia che è ?

Allora io faccio questo ora.
Lascio andare, sapendo di aver fatto il massimo per conoscere e sapendo di non aver ricevuto risposte razionali e convincenti.
Mi ascolto.
Questo è il vero lavoro difficile, non imbottirsi di medicine, fare analisi, eseguire esami.
Quello si fa, meccanicamente, come delle marionette, perchè si deve fare.
Ascoltarsi è la parte più difficile da fare.
Io non l'ho fatto fino ad ora.
Sono dovuta passare per i miei figli, per arrivare a questo punto.
E solo ora mi rendo conto di essere solamente all'inizio di tutto.
Ma come si fa?
Litri di lacrime e poi, si trascura la parte più importante.
Se stessi.

Non sarà facile, ancora.
E ancora.
E ancora.
Ma ora sono all'inizio di un cammino molto più vero, grande, coinvolgente.
E sarà.
Lo so.





Buona festa.
Noi si parte per i mercatini di Natale del Trentino.
E quest'anno il Natale non me lo leva nessuno.

8 commenti:

  1. Non fartelo togliere da nessuno tesoro, perché te lo meriti. Sei la una delle donne che in assoluto merita di più la felicità. E io sono certa che l'avrai. In un modo o nell'altro.

    T'abbbraccio

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  2. Vorrei avere la formula magica
    Te la darei
    Ti abbraccio

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  3. Un abbraccio... che i prossimi giorni siano per voi pieni di amorevolezza.

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  4. Hai proprio ragione quando dici che la parte più difficile non è imbottirsi di medicinali o essere rigirati come calzini.
    Io ti auguro con tutto il cuore che sarà… <3

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  5. Hai proprio ragione, Anna, il difficile non e' imbottirsi di medicine, ma ascoltarsi...sei una donna forte proprio perche' riesci a farlo.

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grazie per essere qui.