lunedì 29 aprile 2013

E' qui.

di tutte le parole
rimane questa giornata
il punto zero
di questo nuovo inizio.
Sei mesi ad aspettare
e credere
e sperare.
Riunire la famiglia
appesi ad un filo
sottile
di paura
di emozione.

Trasferito un solo embrione
il secondo non ce l'ha fatta.

Ho impiegato un'ora a riconnettermi con il piccolo che stava per essermi trasferito.
Il biologo dagli occhi dolci mi rassicura che uno ne serve
e che se questo ha superato il trauma ed ha ricominciato ad espandersi
è un ottimo segno.
Io stringo le spalle
Sorrido
Non piango più.

Ho pianto solo dopo.
Perchè mi sono scoperta a non voler stare male.
Non voglio più stare male.
E per quanto, il sacrificio sia grande per me, e per quanto, loro, siano più importanti di me,
lo spirito di sopravvivenza ha prevalso.
E ho pianto, perchè mi sono sentita in colpa per quella sensazione.
 Ora sono in pace.
Devo rieducare il mio cuore a pensare al singolare.
Ora è qui con me.
A casa.
Nella mia pancia, al caldo.
Ora è qui con noi.
Finalmente.
Dopo tutte le parole, le lacrime, il dolore, la rinascita, l'aver imparato a sorridere.
Dopo tutto.
Non ho aspettative.
E' qui.
Lo sento.
Come sempre.
E' qui.
Come un anno fa.
Qui, con me.
Con la sua mamma.